
IL POPOLO
Fondato nel 1923 da Giuseppe Donati



Dopo DEMODISSEA, con la DIASPORA, Bonalberti completa il ciclo, evidenziando quanto da lui sottolineato nell’ultimo triennio (2023-25) nella martoriata vicenda della frantumazione del blocco sociale e politico di ispirazione democratico cristiana e popolare. Il libro raccoglie gli articoli che, in tempo reale, l’autore ha scritto a commento dei principali avvenimenti politici italiani e internazionali, con l’intendimento costante di favorire il processo di ricomposizione politica dell’area sociale e culturale cattolica, nelle sue tre espressioni prevalenti: democratica, liberale e cristiano sociale.
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Siamo partiti con l’idea di un dazio zero su tutto l’intercambio euro-americano. Poi è uscito l’inedito suggerimento di un 10% reciproco. Un’idea avanzata da nessuno che, in partenza, si giudicava “equa”. Una sciocchezza è stata calarsi le brache prima ancora di negoziare. Siamo arrivati al 15% imposto da Trump a una debole von der Leyen. Si è precipitata a interrompere le vacanze irlandesi di Trump, pur di raggiungere un accordo con il satrapo.
Sembra quasi l’uovo di Colombo. Ma una Costituzione, nella sua accezione più autentica, viene al termine di un processo convergente su una identità culturale basata su principi e valori comuni: cosa che purtroppo non è stata facile per i promotori Adenauer, De Gasperi, Schumann, e Monnet, figuriamoci oggi.
Piace pubblicare il documento-programma dei Popolari per il Veneto, che costituisce un modello esemplare di proposta politica ispirata ai nostri valori fondanti del cristianesimo sociale. Questo progetto ndrebbe promosso, come modello di riferimento, in altre realtà del nostro Paese.
Credo che molti vorrebbero gli Stati Uniti d’Europa. Adesso, più che un sogno politico alla Schumann o all’Adenauer, si tratta di un’esigenza reale. L’Europa, i Paesi dell’Unione, l’Occidente europeo, sono sotto attacco da più parti. Siamo così importanti da essere la migliore preda disponibile sul mercato, e non parliamo della Cina, al momento. Occorre reagire ai propositi conquista di Putin e di colonizzazione progressiva di Trump. Putin ci minaccia con la forza militare, l’unica che ha. Trump ci minaccia con i dazi e l’intento di disgregare quel poco di unità che abbiamo raggiunto. Quella di Putin è una minaccia potenziale, quella di Trump, invece, è reale.
Leggo i continui inviti di Giorgio Merlo per la ricomposizione dell’area politica popolare e cristiana e apprezzo i contenuti e le motivazioni. Tali inviti si ripetono anche da parte di altri autorevoli amici e dirigenti popolari e democristiani, senza che finora si sia giunti a risolvere il problema. D’altro canto, il radicalismo della sinistra, composita, eterogenea e qualunquista e le grandi manovre di sovranismo portate avanti dalla destra al governo, con Forza Italia silente, spingerebbero tutte le forze del centro che si riconoscono nel popolarismo sturziano e degasperiano ad una aggregazione necessaria e urgente.
Il Comitato Iniziative Popolari il 24 giugno 2025 ha depositato presso la Corte di Cassazione le due proposte di legge d’Iniziativa Popolare; Sistema elettorale proporzionale con preferenze e “Cancellierato Italiano”, su modello tedesco, una proposta alternativa al Premierato. Il Comitato Iniziative Popolari è aperto a tutti i cittadini, esso è plurale, composto da diverse sensibilità politiche e lancia l’appello a tutte le forze politiche e associative, ed in primis a tutti i cittadini affinché aderiscano alle due proposte presentate.
Alle 18.08 la fumata bianca ha annunciato che la Chiesa ha il 267esimo Pontefice. Un americano nato a Chicago il 14 settembre 1955, ha dunque 69 anni; nord americano, statunitense. È il primo pontefice americano nella storia della Chiesa cattolica anche se di doppia cittadinanza, statunitense e peruviana. Appartenente alla famiglia religiosa degli agostiniani; dal 2001 al 2012 è stato superiore generale degli stessi agostiniani. E’ cresciuto come religioso in Perù, ed è dunque un profondo conoscitore dell’America Latina. Paese dove è diventato vescovo della diocesi di Chiclayo dal 2015 e il 2023. Una diocesi apparentemente di poca importanza, ma che ormai passerà alla storia come l'unica in cui il nuovo Papa è stato vescovo. Papa Francesco gli affidò il Dicastero dei vescovi,
Il 9 maggio è la giornata per ricordare oltre il sacrificio di Moro tutte le vittime del terrorismo. Dal Martirio di Moro e delle tante vittime del terrorismo il Paese deve avere un sussulto per ritrovare nella libertà la forza per andare avanti. Moro vive nei nostri cuori per gli orizzonti ideali che ci ha indicato. Bisogna rimuovere la indifferenza di oggi per trovare il calore della fede per cui Moro e tanti hanno sacrificato la loro vita.
La notizia della morte del Papa ci ha sorpreso, ci ha lasciato raggelati. Il primo sentimento è stato quello dello smarrimento e e della tristezza. Poi la serenità: ieri aveva salutato il suo popolo con la Benedizione Urbi et Orbi e andando fino in fondo a via della Conciliazione per salutare tutti i suoi figli venuti, dire loro il suo grande amore e augurare la Buona Pasqua. Il Signore l’ha chiamato a sé nell’ottava di Pasqua perché possa celebrare la Pasqua eterna con la Santa e Beata Trinità. Credo che la prima reazione sia ringraziare Dio per quello che è stato il dono della vita del Papa tra di noi, per quello che è stato il suo magistero e per ciò che ci ha aiutato fondamentalmente a conoscere la radicalità del Vangelo, a viverlo con fedeltà, coraggio e con amore sconfinato e a incontrare Gesù Cristo.