
IL POPOLO
Fondato nel 1923 da Giuseppe Donati



In questi ultimi tre secoli c'è, nei rispettivi anni ‘20, un comune denominatore che sembra marcare, dinamiche politiche e accadimenti socio-economici, soprattutto del quadrante Euro-atlantico, lasciando un riverbero profondo nello scorrere dei successivi decenni, ora favorendo, ora imbrigliando, quando non si è osteggiato brutalmente, il percorso di riconoscimento e di avanzamento dei diritti dei popoli. Una retrospettiva che rende palpabile il tormentoso ed altalenante cammino dell'umanità, sempre alla prova di inediti eventi ...
Il Killer del momento, cioè il covid che ci attanaglia da più di un anno, ha mietuto un'altra vittima, portandoci via Silvio Lega. Lo ricordo con affetto poiché la sua intelligenza, la capacità analitica e la preparazione politico culturale, certamente, non gli facevano difetto. Da oggi, questo cavallo di razza, non correrà più, ma il ricordo e l'insegnamento, da lui lasciati, cammineranno con il nostro impegno:ti abbraccio Silvio, con affetto e ammirazione.
Dalle cronache emerge di tutto. Sono settimane interessanti. Più di tutto mi sembra, però, che emergano le storie di due padri, politici, ma sempre padri. Sono storie personali, ma profondamente indicative del marasma sociale in cui stiamo vivendo. La prima è quella dell’on. Andrea Romano, un uomo della sinistra, intelligente e capace. L’altro padre è un uomo altrettanto noto, il comico Grillo. È talmente noto che è chiamato dal nostro Presidente della Repubblica alle consultazioni per la formazione del governo.
Nel bicentenario della nascita si torna a parlare di Giovanni Battista Sicheri, il “Poeta Cangio” nato a Stenico il 27 marzo 1825 e celebrato quest’anno nelle Giudicarie esteriori con più eventi culturali, ricordando la sua figura di letterato e combattente risorgimentale. “Patriota critico e intransigente”: così lo definisce Ennio Lappi, autore piuttosto lontano dalle celebrazioni ufficiali e che però gli ha dedicato una monografia rigorosamente stampata “a spese dell’autore”, come si avverte in apertura del volume: non una rivendicazione un po’micragnosa ma una precisa citazione bibliografica dello stesso Giovanni Battista Sicheri (in “Trasformazioni”, Milano 1864).
“Un museo non inclusivo, ma accogliente”: così lo vuole e disegna il direttore Matteo Rapanà, che parla di una famiglia riunita attorno al MAG, acronimo di Museo Alto Garda. (Matteo non precisa che genere di famiglia è). Anche il sindaco di Riva Alessio Zanoni esulta per quello che, da bravo cattolico, definisce un piccolo miracolo.
Si è spento a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, già precarie, don Marcello Farina prete della Diocesi di Trento. Aveva 85 anni. Dopo essere stato in cura d'anime agli albori del suo sacerdozio, fu per lunghi anni docente presso differenti istituzioni accademiche. Una vasta competenza filosofica la sua e vasta la sua produzione editoriale. Accanto allo studio e all’insegnamento fu anche assistente della FUCI (universitari cattolici) e assistente spirituale del'Unione artisti cattolici.
Ci abbiamo provato, alla fine il risultato è da prefisso telefonico. Prendiamone atto, con una disaffezione aumentata del 17% rispetto alle ultime regionali, e l’astensione dell’elettorato al 44,7 % (11,7% in più rispetto al 2020) , un centro alternativo alla destra e alla sinistra nel Veneto, come probabilmente in Italia, non esiste più. Nonostante una legge proporzionale, seppur con uno sbarramento al 3%, anche stavolta è prevalso “il voto utile” che, nel Veneto, è suddiviso tra il 62-63% alla destra e il 27-29 % alla sinistra.
Ad Arco di Trento si torna a parlare dell’avvocato Scipio Sighele. Elena Bovo, autrice di “Pensiero della folla, pensiero dell’inconscio”, si propone infatti di ridare oggi a Sighele – a livello non solo italiano, ma internazionale – il posto che gli sarebbe stato rubato. A tal riguardo ricorda che in Francia Sighele, di cui lei particolarmente apprezza l’idea di un’imitazione anche orizzontale (quindi “senza la necessità di un capo”) nel fenomeno della folla, era fino a poco tempo fa un perfetto sconosciuto (“adesso un po’ meno”), essendo stato letteralmente plagiato da Gustave Le Bon.
Nei giorni scorsi è scomparso il mio carissimo amico Pasquale Cerrelli di Casabona, comune del crotonese. Ai più il Suo nome non dice nulla. Non aveva incarichi particolari era stato sempre un militante e dirigente sezionale della Democrazia Cristiana. Non si imponeva al grande pubblico con discorsi forbiti. Non aveva titoli accademici ma aveva una grande sensibilità. Pasquale Cerrelli era dotato di grande cultura umanistica, intensa capacità di cogliere le trasformazioni della società, di interpretarle e viverle con trasporto. Era un Uomo inserito in un contesto sociale impegnato ad affermare valori e a perseguire ideali.
Era di umili origini Caterina: il padre, contadino, aveva un torchio in paese. Il marito, conte Carlo Cervis, era un grande amico di d’Annunzio. “Con il naso schiacciato e non molto alto di statura – informa Massimiliano Colonetti -, il conte, che per un un periodo gestì (impresa sfortunata) il Casinò di Gardone, era un tipo particolare. Simpatico e stravagante, aveva fatto l’allevatore di maiali e il pugile. Quando lo salutavano, scendeva dalla sua bicicletta, si fermava a spiegare i segreti del suo sport preferito (la boxe) e mimava come colpire l'avversario”. Il conte Cervis è ricordato anche quale primo presidente della Fraglia della vela di Gardone.