
IL POPOLO
Fondato nel 1923 da Giuseppe Donati



Durante la gestione dei Governi Conte 1° e Conte 2° sono stati emanati due provvedimenti, sui quali è necessario aprire una valutazione che attiene al profilo pedagogico verso i cittadini, che sono stati beneficiari.
Nel Governo Conte 1° (5 Stelle-Lega) è stato varato il Reddito di Cittadinanza per agevolare i cittadini che versavano in stato di povertà e che fossero disoccupati. A tale categoria di cittadini non è stato richiesto assolutamente nulla, bastava che dichiarassero di non avere un reddito sufficiente per il proprio mantenimento. Il Governo Conte 2° (5 Stelle-PD-LeU-IV) ha varato un provvedimento denominato comunemente Superbonus 110 per la ristrutturazione degli immobili e in aderenza alle soluzioni per le problematiche ecologiche. Ormai molti economisti sono d’accordo sulla natura distorsiva del provvedimento, rispetto al carico debitorio che grava sullo Stato e che è stato affrontato con una rateizzazione poliennale.
Di pazzi in giro nel mondo ce n’è sempre stati, e parecchi. Gente che masse sconsiderate hanno portato al potere in una specie di furia autodistruttiva: arruffapopoli, profeti, religiosi politici, pacifisti, sanguinari, fanatici. Non tantissimi ma sempre troppi. Hanno un fascino mortale i Caligola, Pierre l’Hermite, Masaniello, Cola di Rienzo, Dracula e Robespierre. Mi limito a nomi del passato per evitare facili aggiornamenti e sicure denunce.
Dopo quattro anni di guerra inutile, miliardi di dollari buttati al vento e più di un milione di morti, dall’una e dall’altra parte, il bilancio dell’”operazione speciale” russa non è certamente positivo. Le finanze russe sono stremate. Il famoso (e glorioso) esercito russo batte il passo e non si muove di un millimetro, i negoziati ristagnano ed altri eventi internazionali distraggono l’opinione pubblica dal dramma russo-ucraino cui ci si è ormai abituati. Ciò che, invece, sembra sempre più evidente, è la marginalizzazione della Russia dallo scenario internazionale.
Riflettere, dopo qualche settimana, dopo il trauma di una sconfitta, può far vedere più chiaro. La risposta referendaria è stata chiarissima. La Costituzione non si tocca per interessi di partito (v. Forza Italia). Sponsorizzare il referendum, da parte del governo, è stata una sciocchezza. Se la maggioranza propone delle scelte, è l’opinione della maggioranza, non quella del governo. Quando si chiede al popolo di pronunciarsi, il governo, che è di tutti, deve essere neutro.
Nel fragore delle guerre la Cina si muove con la destrezza del gatto. Cautela e saggezza informano la sua politica. Niente minacce atomiche, come fa Putin, nessun clamore trionfalistico, come fa Trump. Attende gli eventi con la consapevolezza della sua forza. Un suo intervento a Taiwan, ad esempio, potrebbe far precipitare il mondo in un altro gravissimo conflitto. Non lo fa. Aiuta la Russia di Putin, ma fino a un certo punto. Per la Cina la Russia è solo un fornitore a basso prezzo di prodotti energetici.
Questo è un periodo talmente convulso che è quasi impossibile dare a chi legge un’idea su ciò che sta accadendo. Distinguerei tra situazione interna e situazione internazionale. In un certo senso, la prima è più semplice, anche perché meno esiziale. Semplificando, il governo italiano riafferma la sua volontà di restare in sella sino alla fine della legislatura. Non è una cosa importante, perché i governi si giudicano da ciò che si è fatto non dalla loro durata, ma questo è uno slogan che ci sentiremo ripetere fino alla noia nella prossima campagna elettorale: il governo più lungo della Repubblica. Non è un merito come quello d’essere un Paese fondatore dell’Unione europea, ma è sempre utile non avendo altro da dire.
Nell’attuale situazione politica della crisi dei partiti e di netta insufficienza delle classi dirigenti politiche ritornano forti le nostalgie per la vecchia e cara Democrazia Cristiana. Avevamo cominciato noi che, con Silvio Lega e Clelio Darida, sollecitati dall’amico On Publio Fiori, dal 2011 avevamo tentato di riattivare il partito della DC “ mai giuridicamente sciolto”. Non ci siamo riusciti se, alla fine, si sono attivate una decina di Democrazie Cristiane, l’ultima delle quali, guidata sino a pochi mesi fa da Cuffaro e oggi, da un certo sig Samorì, decisamente schierata a destra, contro la migliore tradizione politica del partito di De Gasperi e Moro, ossia propria di un partito “ di centro che guarda a sinistra”.
La situazione internazionale riserva sorprese di giorno in giorno. Non è facile seguire l’incalzare degli avvenimenti, che si susseguono con continui colpi di scena. Proviamo a commentarli. Il primo avvenimento, forse, per i suoi effetti generali più devastanti, è la decisione della Corte Suprema degli Stati di considerare illegale la procedura con la quale il Presidente Trump ha introdotto la sua guerra tariffaria nel mondo.
Mentre si riflette nuovamente sulla Democrazia Cristiana quale “partito della nazione”, sulla sua esperienza politica e sul suo ruolo nella ricostruzione fino alla conclusione dell’unità politica dei cattolici tra Prima e Seconda Repubblica, ci si accosta ancora alla figura dello statista trentino Alcide De Gasperi facendo tesoro di quanto raccomandava Luigi Menapace. Che cioé “se i nostri contemporanei, invece di scrivere trattati acrobatici per dimostrare quello che Degasperi non è e non è mai stato, si mettessero con umiltà e con animo sereno a rileggere tutto quello che Degasperi ha scritto, la figura del grande statista risulterebbe nella sua verità e il lettore sarebbe condotto a intenderla, e non a fraintenderla”.
La scissione della Lega e l’avvio del partito del gen. Vannacci rappresenta un elemento di seria rottura degli equilibri della situazione politica italiana. La nascita di un partito all’estrema destra, più a destra del trio di governo Meloni-Salvini-Taiani, destinato a collocarsi a livello europeo insieme alle estreme di Marine Le Pen e AfD, se, da un lato, può rappresentare un’opportunità per la coalizione di centro sinistra, come ha lucidamente evidenziato il sen Renzi (a condizione che la stessa sappia ritrovarsi compatta su alcuni progetti comuni di politiche per il Paese) dall’altro, può costituire il ricettacolo attrattivo di molti dei diversi rivoli e torrenti del mai sopito qualunquismo e fascismo italico. La situazione e ancor più aggravata dall’assenza di una componente politica unitaria centrale di ispirazione cattolica: democratica, liberale e cristiano sociale, tuttora vittima della diaspora che la perseguita, dalla fine dell’esperienza storica della Democrazia Cristiana (1993-94).