
IL POPOLO
Fondato nel 1923 da Giuseppe Donati



Era uno dei sogni del Cavaliere, diventato uno dei progetti sui quali il ministro Salvini sta esercitandosi in un doppio salto mortale. il primo, rispetto alla storia e alla tradizione politica del suo partito, già difensore con il Senatur delle ragioni del Nord contro i “ terroni” del Sud; il secondo, con la permanente realtà di una fortissima opposizione, per ragioni diverse e trasversali a questo progetto
Non si può certo sostenere che la classe politica attorno alla nostra Presidente del Consiglio sia di eccellente qualità. A parte alcuni episodi clamorosi finiti sulle cronache, e ovviamente sfruttati dall’opposizione, come quello della Santanché, è evidente che il livello è molto modesto, fatte salve alcune eccezioni (Giorgetti e Nordio). La constatazione che l’equipe governativa della Meloni, alla prova dei fatti, non sia né peggiore né migliore di quelle che l’hanno preceduta, è solo la conferma del modesto livello culturale della nostra classe politica in genere. Nel caso Meloni, poi, si aggiungono alcune particolarità.
Il viaggio di Trump in Malesia, Giappone e Corea del Sud mette a soqquadro anche questa parte del mondo. Sappiamo che Trump è imprevedibile, ma l’attesa per l’incontro con Xi Jinping, il leader cinese, fa sperare in un progressivo assetto diverso. Trump ha firmato l’ennesimo accordo di pace fra Thailandia e Cambogia, una guerra che si trascina a più riprese dal 1941. Ha ballato con le malesi, ha ricordato a tutti che Xi Jinping è un amico, ha detto che gli piacerebbe incontrare anche Kim, il leader nord coreano. Un’abbuffata di incontri il cui esito si potrà valutare solo in avvenire.Cosa si propone, in realtà, l’America di Trump?
L’euforia artificiale del cessate il fuoco a Gaza, in realtà, non convince nessuno. A Sharm el Sheik sono presenti molti grandi della terra, in testa il trionfatore, Trump, che si consola della mancata assegnazione del Nobel della pace con il trionfo delle folle a Tel Aviv e con la firma di quanto concordato in Egitto. La guerra è finita, annuncia e ripete solennemente. Peccato che Netanyahu non la pensi così, come ha pubblicamente detto alla folla degli Israeliani accorsi per festeggiare la liberazione degli ostaggi. No, la guerra non è finita. È solo un cessato il fuoco. Dopo due anni di massacri ingiustificabili, dopo aver distrutto il 90% delle abitazioni e dell’insediamento palestinese a Gaza, c’è un solo vero sconfitto: Israele, con le ambizioni di Netanyahu. L’esercito è costretto a mollare la presa e a ritirarsi, Hamas ha resistito, è ancora in piedi e negozia, nonostante tutto.
L’accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è un fascio di luce dopo il tanto buio, causato dai fatti del 7 ottobre del 2023.
In questo lasso di tempo l’ ignominia ha prevalso sulla civiltà,la violenza ha ferito sentimenti , l’orrore della violenze contro persone inermi,molti bambini e donne, ha cancellato la sensibilità di umanità e di pietà. Le guerre sono tragedie, il collasso della convivenza. I conflitti hanno segnato la storia dell’umanità. Ci auguriamo che il cessato ll fuoco fra Israele e Hamas sia preludio di pace che contagi anche altri territori dove scorre il sangue. Ai Paesi arabi,al Presidente Trump va dato merito per l’attuale risultato positivo raggiunto. Forse si riesce a capire che i conflitti rendono tutti insicuri. Su tutta questa vicenda qualche preoccupazione c’è: che non sia un armistizio fragile.
Conclusesi le elezioni regionali, spicca un aspetto che appare poco approfondito: l'affluenza alle urne è ulteriormente scesa, mostrando un tendenziale che, in assenza di cambiamenti andrà verso il 40% ovvero il 60% di astensionismo. È vero che nei modelli culturali cosiddetti anglosassoni ciò è - più o meno - vicino alla normalità; ma nei nostri, "latini", certamente no. La differenza sta nel fatto che una genetica bipartitica consente ai "passivi" di delegare agli attivi tutta la responsabilità (e le conseguenze) delle decisioni politiche; da "noi" non è così.
La gerarchia di potere “Popolo – Istituzioni – Economia e Finanza”, che ha retto per secoli le sorti degli Stati è stata modificata invertendo i rapporti in “Economia e Finanza – Istituzioni – Popolo”. Non si sente più parlare di Culture, di Valori, di Principi: tutto è lasciato all’uso dei mezzi della modernità e della contemporaneità, molte volte elevandoli a fini degli uomini. I Valori e i Principi che riguardano gli uomini, contemplati in tutte le Costituzioni degli Stati appaiono superati da un nuovo modo di concepire i rapporti umani e sociali ....
Viviamo tempi calamitosi e veloci, al punto che riflettere diventa sempre più difficile. Da che mondo è mondo, gli uomini si sbranano tra loro per questioni, per la gran parte, sciocche. L’essere umano, purtroppo, ha questa tendenza genetica: uccidere il proprio simile per fatti di secondaria importanza: un pezzo di terra, una visione diversa in materia di religione, gelosia o invidia, malinteso senso dell’onore, vendetta, cupidigia di denaro e così via. Francamente, a parte la straordinaria capacità d’innovazione degli umani, c’è anche questa tendenza all’omicidio del singolo o al massacro di molti che ci differenzia da tutti gli altri esseri viventi.
Si moltiplicano gli appelli per la firma alle due Leggi di Iniziativa Popolare a sostegno del ritorno alla legge proporzionale con preferenze e al cancellierato modello tedesco, autentica cartina di tornasole per accertare l’esistenza in vita di un’area politica di ispirazione cattolico democratica, liberale e cristiano sociale nel nostro Paese. L’obiettivo è quello di raccogliere almeno 50.000 firme on line entro sei mesi, difficile, ma non impossibile per la vasta galassia, seppur articolata, della nostra area socioculturale e politica. In attesa di tale verifica gli amici di articolo 53 ci invitano a ricomporci attorno agli articoli costituzionali 2,3 e 53 della Costituzione ...
Quello che sta accadendo a Gaza è sotto gli occhi di tutti. Possiamo chiamarlo in mille modi, da genocidio a operazione speciale, ma la situazione non cambia. Israele va avanti, nei suoi confusi disegni di supremazia mediorientale, e la gente muore. Nessuno fa niente. L’usbergo nordamericano è tale che nessuno si muove. Questo è un fatto. La reazione mondiale è di simpatia, sempre più sofferta, per il popolo palestinese e d’insofferenza per il comportamento israeliano ma, finché le cose resteranno così, è illusorio credere che possa influenzare in un qualche modo una situazione così drammatica.