di Ruggero Morghen



Viaggio da Desenzano a Trento” è un’opera di Ignazio Puecher Passavalli riedita nel 1991 dal’associazione arcense “Sommolago” cui si affiancavano, nell’occasione, 15 carte di tavola raccolte da Marco Moro. Viaggio da Desenzano a Trento è anche quello compiuto, ma al ritorno, dal segretario politico della Dc trentina: l’ingegner Vito Bertè, che nella cittadina gardesana ha preso parte al convegno su “Le ragioni del Nord” promosso dal vicesegretario nazionale Dc Luigi D'Agrò.

L’incontro, cui aderivano un nutrito numero di dirigenti settentrionali del partito, politici piemontesi e liguri nonché una delegazione dell'Udc stabilmente collegata con le istanze di area democristiana, nasceva dalla consapevolezza che il settentrione del Paese, ancor oggi locomotiva d'Italia, vive una crisi strutturale col declino delle posizioni di Veneto e Lombardia a livello europeo.

 A Desenzano si sono evidenziati alcuni problemi-cardine della situazione sociale e politica, dalla burocratizzazione dei rapporti economici al crescere ed al prevalere del lavoro povero su quello qualificato, fino alla prevalenza di un regionalismo sciatto maturato al di fuori del dettato costituzionale. Si sono denunciate la debolezza delle giovani generazioni strette tra fuga e ripiegamento anche medico-assistenziale, la rendita della casta burocratica locale rispetto alle scelte politiche, la staticità del quadro amministrativo e normativo locale, l'incapacità di correlarsi al declino demografico, e poi il narcisismo della narrazione di una propaganda del Nord che risponde ai cliché finto-autonomisti, nonché una politica di negazione dei problemi in merito all'inquinamento che impedisce di compiere scelte strutturali e tecnologiche di carattere trasportistico.

La partecipazione di amministratori locali e di rappresentanti delle categorie sociali ha permesso di approfondire ulteriori temi tecnici che attendono una risposta dalla politica. Anche sul tema della pace – si è detto - il Veneto e il Nord restano un esempio di convivenza nelle diversità all'interno di un quadro nazionale che aspira al comunitarismo europeistico di matrice democratico-cristiana, nel segno della migliore tradizione regionalistica del Nord d'Italia, una terra che ha visto scatenarsi le principali contrapposizioni degli ultimi due secoli, poi però superate e ricomposte nell’ottica di una politica capace di creare collaborazione e sinergia. La Dc convenuta a Desenzano chiede infine all'Europa di guardare lontano, “accettando il limite del presente in un momento complesso, ma ponendosi l’obiettivo di un rilancio dei temi alti della promozione umana e della convivenza pacifica”.

All’incontro di Desenzano, come s’è detto, era presente Bertè. Il convegno sulle ragioni del Nord – osserva -, molto partecipato da persone di alto profilo e denso di contenuti, purtroppo interrotto per ragioni di orario, non va visto in termini rivendicativi. Sollecita, invece, una riflessione su come ritornare ad esprimere forza, propositi e slancio funzionali a riaffermare un nuovo ruolo di guida del Paese. Contenuti di tale livello meriterebbero di essere comunicati e sviluppati in modo strutturato, per la qual cosa a detta di molti servirebbe un "contenitore", un partito cioè come quello che con fatica si sta cercando di mettere insieme. Dal canto suo il senatore Renzo Gubert, padre nobile della Dc trentina, ribadisce l’opportunità di riprendere i contatti coi vecchi soci per riattivare il Centro Popolare e giungere in autunno ad un congresso. Quale referente di questa operazione è stato indicato dalla direzione lo stesso Gubert, presidente-coordinatore del Centro Popolare tuttora in carica.