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Verso una pace disarmata e disarmante: l'impegno della Santa Sede e la partecipazione al II Festival della Pace a Cosenza. " Immediato cessate il fuoco su tutti i fronti " La diplomazia umanitaria della Santa Sede, l'impegno del Papa Leone XIV e dei cardinali Zuppi e Gallagher al centro della riflessione calabrese per il dialogo e la riconciliazione tra i popoli. L'Osservatorio Regionale delle Povertà Calabria accoglie con favore e profonda convinzione la «pace disarmata e disarmante» richiamata dal magistero pontificio e l'intensa azione di diplomazia umanitaria messa in campo dalla Santa Sede attraverso l'opera del cardinale Matteo Maria Zuppi, Direttore CEI, e dell'arcivescovo Gallagher. La storia – come ha ricordato il Santo Padre – non è scritta da chi vince o si impone con la forza, ma da chi avvia coraggiosi processi di pace.
Il 25 giugno di quattro anni fa gli porgevo i miei saluti dal lago di Garda: “Ieri con Angelo Cappello abbiamo simpaticamente ironizzato, conversando al Vittoriale, sulla tua brama di leggere libri... anche non ancora usciti”. E lui, Giacinto, divertito: “Avete ragione, ragionissima”. E, poco dopo: “Bravo Angelo...io sto invece pensando seriamente di mollare tutto...sono stanco e stufo. Vedremo”. Nato a Bari ma da parecchio tempo residente a Roma, Reale era un eccellente storico dalle idee chiare, un instancabile studioso... I funerali di Giacinto Reale si sono svolti il 25 scorso a Roma presso la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti.
Con la riproposta de “Le cose della vita”, Sugarco completa la nuova edizione dei volumi della collana “Vivaio”. Rilette a distanza, queste pagine rivelano secondo l’editore “una sorprendente attualità e una capacità davvero singolare di analisi e di previsione, non smentita dal seguito degli eventi”. I lettori affezionati di Vittorio Messori – assicurano in via Don Gnocchi - non ne saranno sorpresi: sanno, infatti, che questa tenuta dei suoi scritti deriva dalla capacità di coordinare - sulla base di un crudo realismo allergico a illusioni e utopie - una quantità vastissima di informazioni, frutto di una vita al contempo da giornalista e da studioso.
Giorgio La Pira (1904-1977), grande personalità del mondo cattolico del dopoguerra, condivise politicamente con Giuseppe Dossetti gli anni “storici” della Costituente e della ricostruzione (con Giuseppe Lazzati ed Amintore Fanfani formavano il gruppo cosiddetto dei “professorini”), prima di diventare a Firenze il grande sindaco del lavoro e della pace. “Giurista e padre costituente - ricorda Roberto de Albentiis -, La Pira non solo pregava il Rosario ma era terziario domenicano ed è sulla via della beatificazione”. “
La cantante perugina Donatella Moretti e il musicista e produttore britannico Shel Shapiro hanno un legame artistico storico che risale agli anni '70. Nel 1977 Shapiro produsse e arrangiò per la Moretti il brano strumentale “Piano”, inciso sotto lo pseudonimo di D.M. System Orchestra: precisa scelta strategica legata alla necessità di un totale rilancio artistico e commerciale nell'era della nascente musica disco. I motivi principali furono due: svincolarsi dal passato melodico e seguire i trend della disco music. Fino ai primi anni '70, Donatella Moretti era legata all'immagine della classica cantante melodica italiana e della canzone d'autore. Per presentarsi nelle discoteche con un brano puramente strumentale e ballabile come Piano era fondamentale non farsi accostare subito al suo vecchio repertorio.
“Nel Novecento - scrive don Marcello Farina nel suo Pane (un libro de “Il Margine” spezzato con Piergiorgio Cattani) - il pensiero sulla nascita arriva ad assumere un posto importante nella filosofia, quando questa disciplina si apre, per così dire, anche alle donne”. Prima avevamo un’infinità di pensieri sulla morte, quasi nessuno sulla nascita. Era come se ci fossimo dimenticati del momento iniziale della nostra vita. “Vita che invece – osserva ancora don Marcello, scomparso all’età di 85 anni nell’inverno del 2025 – è un continuo risveglio, lungo e avvincente. È la nascita continua di noi stessi, un lavoro che – assicura – ricomincia sempre da capo”. “È bella – aggiunge – la frase di Benjamin Franklin: Il giorno della mia morte avrò concluso la mia nascita”.
Vent’anni fa Romano Prodi tornava nella sua casa culturale celebrando il fondatore di quella “scuola di Bologna” di cui egli era l’ultimo erede in politica: don Giuseppe Dossetti, ricordato in un convegno a dieci anni dalla morte. “Dossetti – dichiarava nell’occasione - ha vissuto con un’intensità straordinaria ogni dimensione della propria complessa e ricca personalità alimentandosi ad una spiritualità e ad una fede antiche e totali. Ci lascia doni e insegnamenti grandi sul piano etico e civico”. Egli condivise con Giorgio La Pira, grande personalità del mondo cattolico del dopoguerra, gli anni “storici” della Costituente e della ricostruzione, formando con Lazzati e Fanfani, il gruppo cosiddetto dei “professorini”.
E' morto, prematuramente Giacomo Scanzi, direttore del Giornale di Brescia e accademico prestato al giornalismo. “Un giornalista, uno scrittore - così lo ricorda Enrico Mirani -, uno storico, un docente universitario, ma innanzitutto un uomo libero da conformismi intellettuali e materiali. Un credente aperto al confronto e alle opinioni altrui perché saldo nei propri valori, quelli di un cattolico cresciuto nella Chiesa ambrosiana, maturato nello studio di quella bresciana, particolarmente di Paolo VI, del quale fu biografo”.
“Nell’anno di grazia 1968 – osserva il collega Vittorio Colombo - tutto era possibile, anche che strimpellassero chitarre e organi hammond per celebrare le glorie del Signore. Canti e musiche erano opera dei musicisti. Per chi è nato dopo è difficile da credere. Era la nuova spiritualità e il Concilio Vaticano II era nuove frontiere e speranze”. Frontiere e speranze non condivise, evidentemente, da don Curzio Nitoglia secondo cui – è un suo articolo recente, pubblicato sul sito di Marco Tosatti – “nel 1943/44 Padre Felix Morlion infiltrò, con l’aiuto della Cia, l’ambiente cattolico romano e tramite la Messa-beat (1966) aprì la strada alla Messa montiniana (1969)”: insomma al Novus Ordo. Segue un’analogia tra l’ascesa di Morlion a Roma (venendo dagli Usa via Sicilia) e la recente calata di Peter Thiel, quale aspirante Katèkon, nella Città eterna.
Come suonano lontane, qui a Tabiano Bagni, le polemiche sullo spirito del Concilio, rivendicato da taluni vituperato da altri. Sul Concilio dei media distinto e distante (come direbbe l’amico Ettore Bonalberti), se non addirittura contrapposto al Concilio dei Padri. Sul cardinale Alfredo Ottaviani guardiano della fede e il “patto delle catacombe”, di cui monsignor Luigi Bettazzi (1923-2023) fu uno dei protagonisti. E poi le controversie sulla libertà religiosa, la novità di “Nostra aetate”, il vero significato di quell’originario aggiornamento: “parola – osserva lo stesso mons. Bettazzi – divenuta ormai tipica per l’interpretazione del Concilio”. La Chiesa che non imbraccia più le armi della fede ma dispensa medicine, quasi figura dell’ospedale da campo prossimo venturo, dove lo scenario comunque rimane quello della guerra. Poi il culto dell’uomo e la famosa frase paolina: “Tutto il mondo si cambia; e la religione no?”.