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Cultura



Diciannovista. Con tale termine si identificano coloro che aderirono al movimento fascista fin dalla sua fondazione nel 1919, l’anno fosco. Altre definizioni di “diciannovista” sono “aderente iniziale al movimento fascista”, “chi partecipò al movimento fascista fin dal 1919, anno della sua fondazione”, “termine con cui vennero indicati i primi aderenti al movimento fascista nato a Milano nel 1919”, “chi aderì al movimento fascista fin dalla sua fondazione, nel 1919”.
Autore de I cerchi delle betulle (Milano 2007), Pelle di vetro. Il libro dell’antiarchitettura (Milano 2010), Fuori servizio. Note per la manutenzione di Marcel Duchamp (Milano 2018), Come fu che la Biennale di Venezia diventò un circo (Milano 2024) e Gli anni di Fancello (Milano 2024), il cesenate Maurizio Cecchetti, critico d'arte, saggista ed editore, ebbe la fortuna di lavorare per qualche anno con Giovanni Testori. Gaetano Orazio, invece, conobbe Testori nel '90 o nel ‘91. Non ricorda precisamente l’anno ma sa che era una domenica di febbraio. Andò a prenderlo nell’ hotel in cui alloggiava e lo portò nel suo studio (un locale 4x4 metri, una rimessa, recuperato negli orti di San Maurizio al Lambro, accanto alla Falck).
L’AI, un crivello che distingue il Logico dall’Illogico. l’Intelligenza Artificiale è, per sua stessa natura, l’applicazione tecnologica più vasta e rigorosa della Logica Elementare mai creata. L’AI può (e dovrebbe) essere usata come strumento di validazione logica. Se un ragionamento non “passa” attraverso i filtri di coerenza di un modello linguistico avanzato, è molto probabile che quel ragionamento stia violando la Logica Elementare, nascondendo la propria inconsistenza dietro ambiguità linguistiche che noi, per struttura, non possiamo accettare.Conversazione dell’11 maggio 2026 tra Giorgio Pizzol e Gemini *
Ogni essere umano in ogni tempo, luogo, condizione sociale e culturale pensa - e sa che ogni altro pensa - come segue. La mia vita ha un solo inizio, una sola durata e una sola fine. Io desidero vivere realizzando tutte le mie capacità e possibilità vitali. Desidero provare il massimo di gioia possibile nel mio vivere, essere felice. Sono quindi necessariamente egoista. In breve. Ogni essere umano è egoista e sa che ogni altro è egoista. Assodato quanto sopra, ogni essere umano capisce, da solo, che occorre trovare una Regola di convivenza che permetta a tutti la possibilità di soddisfare il proprio egoismo. Trovare questa regola non è difficile. È sufficiente pensare: Ognuno rispetta l’egoismo di ogni altro.
Tra febbraio e marzo 2026 abbiamo perso due intellettuali che hanno segnato il pensiero filosofico contemporaneo con due impostazioni diverse, ma altrettanto importanti, avendo in comune la visione essenziale della complessità della società. Di Dario Antiseri mi interessa sottolineare il suo “relativismo”, che non è una interpretazione del Principi e dei Valori, ma la personalizzazione che ciascuno fa, secondo la capacità individuale di viverli e attuarli. Jurgen Habermas con la “Teoria dell’agire comunicativo” sottolinea che non è tanto la conoscenza che può definire la ragione di un pensiero, ma la comunicazione della stessa conoscenza che definisce la verità di chi la ricerca.
Qualcosa non va! Iniziazione cristiana, ossia iniziazione alla vita cristiana, nasce dal desiderio di accompagnare il lettore in un cammino che non è soltanto formativo, ma profondamente trasformativo. In queste pagine l’iniziazione non è intesa come un insieme di norme o passaggi rituali, ma come un vero e proprio ingresso nella logica nuova del Vangelo,
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Tra le dediche librarie a De Gasperi firmate da figure di spicco, non solo legate all’attività della Democrazia cristiana, troviamo quelle di Benedetto Croce, Karl Gruber ed Emilio Sereni. E poi ce n’è una che Massimo Dalledonne, corrispondente per L’Adige da Borgo Valsugana, definisce “davvero particolare”. “Ad Alcide Degasperi – così suona la dedica -, omaggio di schedaiolo a schedaiolo”. L’autore del breve spiritoso scritto è Igino Giordani (non Iginio!), giornalista e politico assai noto: almeno ai Focolarini, agli storici delle biblioteche, ai lettori del “Popolo” e ai devoti di Aldo Grasso (suo figlio Brando fu infatti un potente dirigente televisivo).
Scriveva il filosofo Ugo Spirito nel suo saggio “La vita come ricerca”: “Pensare è obiettare. L’ingenuo ascolta e crede; riceve passivamente la parola altrui, così come i suoi occhi ricevono la luce. Allorché nella sua anima affiora il primo dubbio e a poco a poco egli ne acquista coscienza, al dogma si sostituisce il problema e sorge il pensiero. Non ascolta soltanto, ma reagisce e parla...Alla tesi si contrappone l’antitesi, alla fede il dubbio, alla conclusione l’antinomia...”. Alla base del pensare umano, dunque, vi è la ricerca inesausta, l’incessante moto intellettuale che produce tesi, ma anche antitesi ed individuazione di una soluzione che diventa nuovamente discutibile e contrapposta ad una nuova antinomia e via continuando.
Come invecchia la pelle formando delle macchie, invecchiano pure certi libri facendo affiorare – oggi che li riapriamo – numerose macchie gialle. È il caso di questo “La vita quotidiana secondo San Benedetto”, scritto da Léo Moulin ed edito dalla milanese Jaca Book nel 1980 quale anticipazione di un’opera più ricca e complessa. L’autore, che esprime tutta la sua ammirazione per i paesaggi monastici, venne anche invitato a Rimini, al Meeting ciellino che era allora ancora bambino.
L’editore torinese Aragno dedica un volume, curato da Francesco Perfetti, al carteggio tra Augusto Del Noce ed Ernst Nolte, inspiegabilmente sottaciuto – quest’ultimo – nel titolo e nella formulazione di responsabilità. A tradurre dal tedesco le sue lettere ritroviamo Onorato “Nori” Grassi, voce cospicua del movimento di Comunione e Liberazione fin dai tempi dei tempi. Una scelta indubbiamente felice, se non altro perché Del Noce riteneva Cielle “il più serio movimento giovanile”, anzi “l’unico originale che ci sia oggi in Italia”.