di Ruggero Morghen
Direttore da tempo immemorabile della Biblioteca civica di Abano Terme, quella intitolata al compianto Federico Talami, Daniele Ronzoni è il tipo perfetto del bibliotecario… termale. Nato infatti, ormai è qualche bell’anno, a Salsomaggiore Terme, egli ha poi spostato vita famiglia e carriera in quel di Abano (forse si chiamava ancora Abano Bagni?), rimanendo dunque senza mai uscirne nel cerchio salvifico creato da acque di mille e una virtù. In tale veste dunque, quale bibliotecario termale prototipico, il Ronzoni non rimane certo indifferente ai nostri contributi sulla biblioteca pubblica salsese, che è un po’ la sua culla.
In Salsomaggiore: manualetto di topografia di Egisto Orlandi (1894) leggiamo dunque: ”La Biblioteca fondata nel 1883 da privati ora è diventata comunale. Essa, come la scuola, istruisce il popolo che ricorre a lei, fornendogli gratuitamente buoni libri. L’origine della Biblioteca di Salso è ricordata in una iscrizione dettata dal colto maestro Aristide Provinciali, il quale tanto si adoperò per la sua costituzione”. In essa si ricorda Giuseppe Antonio Menghini, sindaco del Comune di Salsomaggiore, che “divinando nella letteratura democratizzata l’arma invitta della pace e dell’umanità precorse modestamente con una propria libreria pubblica di due mila volumi l’odierne biblioteche popolari circolanti”.
Ma nella cittadina parmense, nella ville d’eau, non c’è solo la biblioteca. Ci sono anche le librerie. Come quella che Gianandrea Gavazzeni descrive nel giugno del 1960 in una corrispondenza da Salsomaggiore (il noto direttore d'orchestra – ma fu anche compositore, musicologo e critico musicale – frequentava volentieri le località termali, e fu pure a Sirmione). “Le sorprese italiane – scrive infatti in “Le campane di Bergamo” (Mondadori, 1963) -. Un libraio pontremolese, qui nella ville d'eau. Capisce dopo poche mie risposte che ho qualche dimestichezza coi libri, e smette di offrirmi le 'novità'. Parliamo per un pezzo, rovistando nei fondi. Trovo molti volumi, vecchie edizioni Bemporad, Treves, ecc.; una prima edizione di Emilio Praga stampata dal torinese Casanova; la prima raccolta novellistica di Vergani edita da Guido Podrecca nel '21. Mi invita a tornare, per continuare le conversazioni. Ripassai stamane; seduto fuor del negozio, sotto gli alberi del viale Romagnosi, leggeva profondamente. Non mi son fatto scorgere".
Il salsese Maurizio, peraltro, conosceva sia quel libraio sia il maestro Gavazzeni, amico e cliente del Bar Martinelli. A proposito del suo libro, viene in mente quel che san Pio X disse ad Angelo Roncalli appena ordinato sacerdote, ossia: “Suonano bene le campane bergamasche!”.
Il primato di negozio più vecchio di Salso, ancora in funzione – ricorda dal canto suo Enzo Trauzzi -, pare possa essere assegnato all'ex libreria Romagnosi, ora Ubik. “Una storia – informa - iniziata nella seconda metà del 1800 con l'apertura di una bottega di calzolaio da parte del signor Verderi, all'angolo di Borgo Castellazzo. L'artigiano fra suole, spaghi, chiodi e lucido, amava anche leggere libri, e per quell'epoca, non era poco. Intuì che la facoltosa clientela straniera che frequentava Salso a quel tempo, amava leggere. Iniziò così a tenere in bottega anche i libri ma solo in lingua straniera e fu un successo. Passata la prima guerra mondiale la libreria-edicola fu prelevata da una famiglia di avvocati: i Bonatti che assunsero per gestirla la signora Tina, spostandosi all'angolo di Vicolo Cervia. Per i salsesi era l'edicola cartolibreria d'la Tina ad Verderi. È in questo negozio che iniziò a lavorare come commessa la signora Iolanda. Anche il mio giovane padre – conclude Trauzzi - vi fece le prime esperienze con la carta stampata”.

























