di ​Antonio Belmonte*

 


Assistiamo oggi a un paradosso pericoloso. Se una fede viene derisa, si parla di "libertà di espressione". Se quella stessa fede osa dissentire, si invoca il carcere per "reato di opinione".
​Le foto che ho condiviso sono la prova di una discriminazione religiosa verso i Cristiani spesso tollerata, mentre ogni critica verso ideologie specifiche viene immediatamente silenziata. Non stiamo rubando diritti a nessuno, stiamo solo difendendo il diritto di esistere e di pensare liberamente.

​Come ci ha insegnato Giorgio La Pira, uno dei padri della nostra Costituzione: "La libertà non è il diritto di fare ciò che si vuole, ma il dovere di fare ciò che si deve". E oggi, il nostro dovere è proteggere la libertà di espressione e di pensiero che è stata conquistata con tanta fatica.

​Perché discutere ancora di leggi come il Ddl Zan se il nostro Codice Penale tutela già ogni cittadino contro violenza e discriminazione?

​La risposta è chiara: l'obiettivo non è tutelare, ma limitare. Si vuole introdurre il reato di "opinione omofobica" per punire chi sostiene verità naturali e antropologiche millenarie, come queste:
-​Il matrimonio è tra uomo e donna.
-​Ogni bambino ha diritto a una mamma e a un papà.
-​L’utero in affitto è una pratica inaccettabile.
-​Esiste una distinzione oggettiva tra sesso biologico e identità percepita.

​Non è una battaglia di parte, non è destra o sinistra: è una questione che riguarda il Popolo e la difesa dei pilastri della nostra civiltà, della libertà fondamentale di pensiero, di espressione e di religione.

​La libertà è di tutti o non è di nessuno.


* Presidente Associazione "Giorgio La Pira" Cosenza