di Ettore Bonalberti
Il sindaco di Venezia, Venturini, democristiano d’origine, invita la destra a trovare una più ampia intesa al centro, così come anche i più avveduti esponenti della sinistra sostengono da tempo. A destra e a sinistra, insomma, si va alla ricerca del centro come antidoto al disimpegno elettorale della maggioranza degli italiani. È la dimostrazione che le attuali componenti del bipolarismo forzato non sono in grado di rappresentare l’equilibrio di interessi e di valori tra ceti medi produttivi e classi popolari che, solo un centro ampio e plurale, è in grado di garantire.
Il tema, dunque, è come ricomporre questa realtà politica organizzativa sin qui frammentata tra destra e sinistra, dopo la fine dell’esperienza storico politica della Democrazia Cristiana.
Seguo con particolare interesse ciò che sta maturando tra gli amici di Iniziativa Popolare, di Insieme, del Centro democratico di Tabacci e di Più Uno di Ruffini, così come sono attratto dal progetto avviato del “campo degasperiano” dagli amici raccolti dal sen D’Ubaldo, direttore de Il Domani d’Italia e dall’amico Ivo Tarolli con il suo movimento Piattaforma Popolare.
Si tratta di superare questa frammentazione di progetti e di ricercare l’ubi consistam attorno ai fondamentali della nostra comune ispirazione popolare e democratico cristiana.
Ritengo che la premessa sia quella della fedeltà ai valori della dottrina sociale cristiana sviluppata nelle ultime encicliche sociali degli ultimi pontefici sino all’ultima di Papa Leone XIV (Magnifica Humanitas) e nelle volontà di costruire un movimento-partito di centro, degasperianamente che “ guarda a sinistra”.
Una scelta strategica che nasce dalla consapevolezza dei limiti e insanabili contraddizioni di una destra di governo impegnata a smantellare alcuni degli elementi essenziali della Carta costituzionale, con i progetti sin qui, fortunatamente falliti, sulla separazione dei poteri, e quelli tuttora in atto del premierato e del tentativo di approvazione di una legge elettorale super truffa con l’obiettivo di garantire a una minoranza elettorale il controllo di tutti i poteri istituzionali e politico amministrativi del Paese.
Sul piano istituzionale il centro ampio e plurale di ispirazione popolare, liberale e riformista dovrebbe, dunque, unirsi nell’opposizione a questa legge super truffa, in alternativa alla quale andrebbe proposta una legge di tipo proporzionale con preferenze, mentre al progetto di premierato meloniano, un modello di cancellierato alla tedesca, in grado di garantire, con la conservazione di un governo di tipo parlamentare, la stabilità dell’esecutivo, con l’introduzione dell’istituto della sfiducia costruttiva.
Sul piano programmatico, molte sono le indicazioni che, specie sul piano economico-finanziario, si dovrebbero adottare, alcune delle quali già esposte in diversi articoli precedenti (v. https://alefpopolaritaliani.it/2025/05/03/costruiamo-insieme-il-nostro-programma/), che, in estrema sintesi si potrebbero così riassumere: impegno a difendere e attuare integralmente la Costituzione repubblicana.
Come ho scritto altre volte, gli amici che stanno guidando le diverse esperienze di ispirazione democratico cristiana e popolare, potrebbero/dovrebbero ritrovarsi insieme in una nuova Camaldoli 2.0 per discutere di questi temi e per indicare tempi e modi per la convocazione di un’assemblea generale aperta all’adesione di quanti sono interessati a preparare una lista unitaria del centro nuovo della politica italiana, in vista delle prossime elezioni politiche.
I nuovi sistemi di comunicazione informatici potrebbero risultare essenziali per garantire la più ampia partecipazione anche delle nuove generazioni a un progetto politico organizzativo di cui il sistema politico italiano ha assoluta necessità.

























