di Ruggero Morghen
Giorgio La Pira (1904-1977), grande personalità del mondo cattolico del dopoguerra, condivise politicamente con Giuseppe Dossetti gli anni “storici” della Costituente e della ricostruzione (con Giuseppe Lazzati ed Amintore Fanfani formavano il gruppo cosiddetto dei “professorini”), prima di diventare a Firenze il grande sindaco del lavoro e della pace.
“Giurista e padre costituente - ricorda Roberto de Albentiis -, La Pira non solo pregava il Rosario (si chiama così, non ‘cinquanta Ave Marie’, alla faccia anche della semplice cultura storica), ma era terziario domenicano ed è sulla via della beatificazione”. “Un cattolico tutto sociale e politico – lo scolpisce Città nuova (P.D. Giovannoni, Ernesto Balducci, una voce dal futuro, luglio 2022) -, già noto per le battaglie in difesa della povera gente – i disoccupati e i senza casa – attraverso politiche keynesiane”. Parlando con padre Roberto Tucci, papa Giovanni XXIII lo definì “un cattolico praticante e di rette intenzioni, anche se un po’matto e talvolta con idee non ben fondate dottrinalmente”. Ecco, di seguito, qualche suo segno, qualche piccolo seme lapiriano fiorito in personaggi e situazioni già presentati ai lettori de “Il Popolo”.
Siamo, ad esempio, in provincia di Padova. Figura di cristiano adulto e maturo, Silvio Tondello fu educatore ed obiettore di coscienza al servizio militare. “Era uno degli animatori dell’Azione Cattolica”, informa Daniele Prendin. “Silvio – ricorda dal canto suo don Ernesto Parpagiola – ha avuto l’intuizione di lanciare i campiscuola parrocchiali in un’epoca in cui esistevano solo quelli diocesani”. Preziosa risorsa per la scuola sampietrina, Tondello ha sempre testimoniato un essere legato al fare e un fare legato all’essere. Giancarlo Zecchinato parla invece delle sue letture “sempre condivise”: ed ecco Mounier e Maritain e i nostri La Pira e don Milani.
Trentino, Valsugana. Ancor prima della seconda guerra mondiale la signora Maria Tomio aderì al Terz’Ordine francescano, dedicandosi anima e corpo a sostenere le diverse iniziative a favore dei frati del Convento di Borgo Valsugana e dei missionari. Del sodalizio fece parte anche Giorgio La Pira, il parlamentare democristiano che – come rileva Di Carlo – testimoniò il Vangelo di Cristo ed ispirò nei giovani il desiderio di “un cambiamento profondo della società e del mondo”. La Pira fu terziario sia domenicano che francescano, avendo ottenuto una dispensa speciale per vivere la spiritualità di entrambi gli ordini secolari. Da giovane, però, era stato un ardente dannunziano. Infatti “fu tra i giovani intellettuali di quegli anni che rimasero infatuati dall’esperienza fiumana” (G. Di Tanna, La Pira e D’Annunzio: la storia di una passione, in “Il Centro”, 14 aprile 2019).
Trentino, Valle del Chiese. Padre Remo Armani, il comboniano di Agrone ucciso in Congo nel 1964, “con la gente importante non ci stava volentieri, con i negri sì” (Ha amato l’Africa. P. Remo Armani, Tipografia Nigrizia, Verona 1964). Prima di andare in missione era stato arciprete a Campi di Riva. Quando si seppe della sua morte arrivarono i telegrammi di Giulio Andreotti, ministro della Difesa, e Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, mentre la madre del missionario Debora Bomé diceva singhiozzando “Oh, el me pòpo, el me pòpo”.
Trento, Facoltà di sociologia. Ricordo ancora le manone del professor Paolo Prodi sfogliare con gusto da bibliofili un aureo libretto sansoniano, pescato in un cesto della libreria che le suore Paoline gestivano in via Belenzani a Trento. Quel cesto, peraltro, era una specie di pozzo di San Patrizio perché vi pescai pure “Le città sono vive” di Giorgio La Pira (La Scuola c1957, collana “Alle sorgenti”), testo e copia rivelatisi assai utili ad Anna Conigliaro Michelini per la redazione della sua tesi di laurea in sociologia.

























