di Ruggero Morghen*

 

 

La cantante perugina Donatella Moretti e il musicista e produttore britannico Shel Shapiro hanno un legame artistico storico che risale agli anni '70. Nel 1977 Shapiro produsse e arrangiò per la Moretti il brano strumentale “Piano”, inciso sotto lo pseudonimo di D.M. System Orchestra: precisa scelta strategica legata alla necessità di un totale rilancio artistico e commerciale nell'era della nascente musica disco. I motivi principali furono due: svincolarsi dal passato melodico e seguire i trend della disco music. Fino ai primi anni '70, Donatella Moretti era legata all'immagine della classica cantante melodica italiana e della canzone d'autore. Per presentarsi nelle discoteche con un brano puramente strumentale e ballabile come Piano era fondamentale non farsi accostare subito al suo vecchio repertorio.

In quel periodo la dance e la disco internazionale (come nel caso della Munich Sound o della Salsoul Orchestra) venivano promosse tramite “misteriosi” progetti orchestrali o sigle collettive. Le iniziali D.M. riprendevano semplicemente il suo nome (Donatella Moretti), ma camuffato dietro una sigla futuristica adatta ai club. L'operazione funzionò: il disco ottenne un ottimo successo commerciale sia in Italia sia all'estero, entrò nelle classifiche e fu ampiamente suonato dai DJ, che lo consideravano un prodotto internazionale senza i pregiudizi legati alla musica leggera italiana tradizionale.

“Consumai il 45 giri all’epoca” ricorda Giusy, e aggiunge: “Che peccato che questa collaborazione con Shapiro non abbia dato ulteriori frutti allo stesso livello. Lei comunque dotatissima e mai giustamente ripagata per il suo talento”. “Bellissima canzone, me la ricordo ancora” aggiunge Adriana. E Piergiorgio De Simone: “Bellissimo brano, brava l'interprete”.  La collaborazione e la stima reciproca tra la Moretti e Shapiro sarebbero poi proseguite nel tempo.

Il progetto D.M. System Orchestra non si fermò al solo singolo Piano ma uscirono altri due singoli in vinile a 45 giri, mantenendo la stessa formula sonora funk-disco e la collaborazione con Shel Shapiro. In queste pubblicazioni successive il mistero attorno allo pseudonimo scelto iniziò a svanire, tanto che in copertina il nome della sigla venne esplicitamente affiancato a quello di Donatella Moretti. I due dischi successivi furono: Chiacchiere / Va pure al diavolo (pubblicato lo stesso anno di Piano, manteneva sonorità squisitamente Italo-Funk e disco) e Che pazzo sei / Vai (1979). Uscito due anni dopo per l'etichetta Philips, questo fu l'ultimo capitolo del progetto. Rispetto all'esordio interamente strumentale di Piano, qui la componente pop-dance diveniva più marcata ed elettronica. Dopo il 1979 la parentesi della D.M. System Orchestra si chiuse definitivamente. Negli anni '80 la Moretti decise di cambiare radicalmente percorso, allontanandosi dalle piste da ballo per dedicarsi principalmente alla conduzione di programmi per Radio Rai.

Nel suo progetto discografico intitolato “2020” Donatella ha però incluso interpretazioni e scritti legati ai più grandi autori italiani, tra cui figurano storici arrangiamenti e firme dello stesso Shel Shapiro. All'interno del repertorio della cantante, i contributi di Shapiro si affiancano a quelli di leggende della musica italiana come Ennio Morricone, Luis Bacalov e Gino Paoli. “Shel credeva molto nella mia voce – ci confida oggi Donatella –, era uno sperimentatore bravissimo ed io  a lui mi affidavo volentieri”.

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