di Ettore Bonalberti
Profonda è la delusione per il risultato delle elezioni comunali veneziane. Avevo sostenuto gli amici della lista civica di centro “ Venezia è Tua”, promossa dall’amico Ugo Bergamo, già sindaco di Venezia e segretario provinciale della DC veneziana.
Una lista aperta alla collaborazione con altre componenti di area liberale e riformista e sostenitrice della candidatura a sindaco dell’On Andrea Martella (PD).
Gli amici di “Venezia è Tua”, come lo stesso on Martella, hanno condotto una campagna elettorale molto attiva e partecipata, con un programma attento ai bisogni della complessa realtà veneziana che comprende la città storica, la terraferma mestrina e l’insieme delle isole lagunari.
La scelta per il cambiamento era alimentata dalla constatazione del fallimento sul piano etico, prima ancora che politico amministrativo, della giunta Brugnaro, finita in quella che è stata connotata come la morta gora della “palude” o il sistema delle “sabbie mobili” che aveva provocato l’incarcerazione di un assessore, poi condannato, e la messa in stato di accusa dello stesso Brugnaro, con un procedimento giudiziario tuttora in corso. Alla fine, la maggioranza dei veneziani ha votato per l’erede di Brugnaro, che si riconosce “democristiano”. Il sistema di potere di Brugnaro, che ha sostituito quello del PCI, ha dimostrato la sua consistenza e le liste civiche non hanno funzionato ( talora più candidati che voti). Ha prevalso il “rinnovamento giovanile nella continuità”, grazie a un giovane amministratore, già del MG della DC e iscritto all’UDC, che, nei lunghi anni di partecipazione alla giunta del tycoon veneziano, non aveva mai manifestato una sua differenziazione dalle scelte Brugnaro, aderendo, anzi, anche al suo movimento politico dei fucsia.
Alla fine, ha prevalso il sistema di potere consolidato del centro destra veneziano, dopo la lunga stagione dell’egemonia-dominio della sinistra al governo della città Serenissima.
Massimo Cacciari, come qualche altro osservatore, attribuisce l’insuccesso del “campo larghissimo” alla scelta errata del candidato sindaco, paragonandola a quella che il PCI/PD aveva compiuto qualche anno prima con Felice Casson, battuto proprio da Brugnaro. Questioni più interne al PD che non a quelle della cittadinanza veneziana.
Se la politica è l’arte della mediazione tra interessi e valori, sul piano di questi ultimi, sono prevalsi nel centro destra quelli del :“dalli ai bangladesh” , presenti nelle liste del centro sinistra, con il netto e proclamato NO alla moschea voluta dai numerosi cittadini veneziani immigrati di religione mussulmana, secondo schemi culturali divisivi, agli antipodi di quelli storici di tolleranza e convivenza civile propri dell’antica Repubblica Serenissima.
Quanto agli interessi, dopo dieci anni di predominio del centro destra, si è andato consolidando un sistema di potere alternativo, un misto di interessi privato-pubblici e di rapporti discutibili con la pubblica amministrazione, tanto da provocare il disastro della “palude”.
Ora si tratta di vedere se e come quegli stessi interessi si muoveranno con la nuova amministrazione Venturini. Non abbiamo avuto la possibilità di esaminare uno straccio di programma della nuova compagine, che, in tutta la campagna elettorale, ha continuato a evidenziare il buon lavoro dell’amministrazione svolto nel decennio precedente. Insomma, si è sottolineato, soprattutto, il valore della continuità, aggiornata dal volto di un giovane di Marghera sostenuto senza parsimonia in tutta la campagna elettorale.
Alla delusione del risultato della lista “ Venezia è Tua” ( 1,3% dei voti) si accompagna quella per le mancate elezioni di altri amici, già democratico cristiani DOC, candidati nella lista civica Venturini, con Fratelli d’Italia o con Forza Italia. Tutte espressioni delle difficoltà che incontrano anche esponenti di area DC e popolare che sperimentano nuove avventure politiche fuori campo.
Molti dei temi della giunta Brugnaro sono rimasti aperti e dalla soluzione degli stessi si potrà verificare il grado reale di “autonomia” del nuovo sindaco e della sua amministrazione dal sistema di potere precedente. Da come saranno affrontati e risolti si “parrà la sua nobilitade”. Auguriamo, in ogni caso, a Venturini ogni miglior successo per il bene della nostra amata città.
























