di Ettore Bonalberti
Passata è la tempesta, ma non è ancora il tempo per gridare alla vittoria. È solo il primo tempo di una partita lunga e difficile per la difesa della democrazia e la libertà secondo i principi della Carta costituzionale dei padri fondatori.
Questa volta l’elettorato non ha disertato le urne e, alla fine, ha prevalso il buon senso e l’amore degli italiani per la Costituzione. Intanto rimane la divisione dei poteri, ora servirà fare molta attenzione alla legge elettorale super truffa del governo e al premierato. Il primo tentativo è stato sventato, ma il confronto e la battaglia continuano.
Certo, anche sulla magistratura e la giustizia si dovranno affrontare alcuni nodi che questa finta riforma non scioglieva: organici della magistratura, durata dei processi, modalità dell’esercizio autonomo nella scelta degli organi interni.
Intanto si sciolgano quelli rappresentati da Nordio, Del Mastro, la Bartolozzi, esponenti rivelatisi inadatti ai vertici del ministero della Giustizia. Se avesse vinto il SI avrebbe prevalso la rabbia italica contro giudici e tribunali……Penso che in alcuni dei nostri amici per il SI prevalesse più il sentimento di rivincita per quanto si è dovuto patire dal tempo di mani pulite in poi…..ma, alla fine, ripeto, è prevalso il buon senso italico che non è stato, come direbbe Manzoni, nascosto dal senso comune. Un discorso a parte andrà fatto sul diverso esito del voto in regioni come la mia, il Veneto, che nel referendum sulla “deforma costituzionale renziana” si era largamente espressa per il NO, mentre stavolta, ha prevalso la fedeltà dei tre partiti del centro destra alle tesi di Nordio e del governo. Il “ contado” si è espresso in maggioranza per il SI, mentre nei comuni capoluoghi, tranne Rovigo e Verona, è prevalso, come nella maggiora parte delle città italiane il NO. Siamo, però, ripeto solo al primo atto di una partita assai complessa e difficile.
Il trio della destra di governo ha perso la prima delle riforme su cui fonda il patto di maggioranza; restano quella del premierato e dell’autonomia differenziata. La prima è legata strettamente alla legge elettorale super truffa, con premio di maggioranza alla lista o coalizione che raggiungesse poco più del 40% dei voti, col rischio di consegnare a una minoranza dell’elettorato ( come già avviene col rosatellum del voto nel 2022) il controllo totale del parlamento di “ nominati” che sarebbe così in grado di eleggere col Presidente delle Repubblica, tutti gli organi costituzionali di garanzia e controllo: Corte costituzionale, Corte dei conti, CSM. Insomma, una vera e propria “orbanizzazione” del nostro Paese e il passaggio dalla democrazia liberale dei Padri a una nuova autarchica organizzazione statuale di tipo autoritario, copia “de noantri” del modello trumpiano in atto negli USA. La seconda credo che, dopo il risultato tremendo per il governo nelle regioni del Sud, sarà assai arduo che possa giungere a soluzione.
L’amico Nino Galloni mi ha scritto:
1. L'affluenza alle urne è stata superiore alle previsioni: il NO ha attirato i giovani: perché? Quali?
2. La destra ha fallito perché ha messo davanti a un'opinione pubblica molto più attenta del previsto una serie di imbecilli e ignoranti che inneggiano alla illegalità ed alla sopraffazione.
3. Questo segna un percorso per le prossime elezioni: maggiore partecipazione dei giovani che faranno vincere la sinistra; la destra sociale è stata abbandonata al suo destino e, quindi, ai giovani non resta che una sinistra non rivoluzionaria ma in cerca di un' alternativa.
4. Quindi l'unica prospettiva è intercettare i giovani: trovare come fare è l'unica sfida per il futuro.
Sono temi da approfondire, avendo consapevolezza che il primo impegno ora dovrà essere rivolto a contrastare l’ipotesi della legge elettorale super truffa. Bene hanno fatto gli amici di Iniziativa Popolare a promuovere le due LIP (Leggi di Iniziativa Popolare) per il ritorno alla proporzionale con preferenze e per il cancellierato sul modello tedesco, alternativo al premierato meloniano; ossia un modello in grado di garantire con la continuità di governo, grazie all’istituto della sfiducia costruttiva, la centralità della democrazia parlamentare.
La premier Meloni ha garantito che, stavolta, chiederà a tutti i partiti di confrontarsi su quella che è la regola per la raccolta del consenso del popolo cui appartiene la sovranità. Auguriamoci che ciò accada ma, nel frattempo, sosteniamo le due LIP degli amici di Iniziativa Popolare con la firma. www.comitatoiniziativepopolari.it
Ora, per quanti si riconoscono nella tradizione della cultura democratico cristiana e popolare, è tempo di concordare una proposta politica coraggiosa e autorevole, in grado di corrispondere ai bisogni attuali del Paese, intercettando gli interessi e i valori dei ceti medi produttivi e delle classi popolari, come sempre è stato nella storia politica della DC.
L’elettorato, se attivato su temi concreti, è ancora in grado di mobilitarsi e di tornare al voto. Spetta a ciò che rimane dei partiti e delle diverse organizzazioni politico culturali interessate, attivare momenti di partecipazione democratica nei e dai quali definire proposte politiche alternative a quelle che la destra del trio ha sin qui promesso e assai scarsamente realizzato nell’azione di governo.
Dagli amici del Campo degasperiano, a quelli di Più Uno e del Centro Democratico, come dagli amici di Insieme e di Iniziativa Popolare e delle tante realtà di ispirazione cattolico democratica, liberale e cristiano sociale presenti in Italia, spetta organizzare una nuova Camaldoli, nella quale discutere insieme il programma, ispirato dalla dottrina sociale cristiana,che questa fondamentale area politico culturale, può offrire all’Italia in uno dei momenti più difficili della storia contemporanea.

























