di Ruggero Morghen

 

 

ragazzi del Banale di una volta, oggi tranquilli pensionati, dicevano alle loro madri (oggi tutte in Cielo) per non impensierirle: "Sono alle Arche", e invece erano in discoteca a Desenzano a divertirsi coi loro amichetti. Le vicine Arche, cioè Ponte Arche o Comano (non si capisce mai bene dove finisce l'una e comincia l'altra), dove incontriamo Alessandro Bazzanella, il direttore delle terme.

Pensavamo di trovarlo dietro una scrivania alle prese colla settimana enigmistica e invece eccolo di qua e di là alle prese coi mille problemi di un centro tutto votato alla cura della psoriasi e della dermatite atopica. Ci invita a partecipare all'iniziativa degli incontri letterari di "Trentino d'Autore", che intende quale parte integrante dell'offerta di benessere psicofisico della struttura. "In questo modo - puntualizza - gli ospiti delle terme hanno un’opportunità in più per stare bene, per fare esperienze piacevoli e acculturarsi.”

Comano Terme è il luogo ideale per mettersi a scoprire le Giudicarie, e dove non si arriva coi propri passi soccorre il periodico "Judicaria", che da anni documenta il territorio della "Judicaria Summa Laganensis".

Ecco le sette ville del Banale, con le "banche del pane" e Glolo, ultima frazione coi tetti di paglia (ancora nel 1930). Ecco la chiesetta sul colle di Santo Stefano a Bezzecca, "oggi - avverte Danilo Mussi - più luogo di memoria che di religione". Ecco Agostino Brunelli, che si salva miracolosamente da uno scoppio in Pennsylvania, dov'era minatore. Aveva sentito una voce, raccontò: "Gustin vèi fora".

Ed ecco don Ignazio Carli (1826-1898) da Vigo Lomaso, che con carta e penna affrontava i demoni del liberalismo anticlericale. La sua figura è lumeggiata da Lino Bonazza, che ricorda la breccia di Porta Pia festeggiata a Tione, la sera stessa del 20 settembre, da una "canaglia pagata ed ebbra" (parola di don Ignazio). Ed ecco gli sposi che, nel 1921, ricevono l'augurio poetico di Enrico Tonelli, il compare delle nozze: "Voleve sempre ben, tratàve con maniera, vardà de nar d'acordo, no feve mai la cera. Se po' gaverè fioi, che i vegna su cristiani e pò vivé felizi, ancor per zento ani".