da DC Notizie - Viale Parioli

 

 

All’interno del dibattito che si è aperto nella Democrazia Cristiana per saldare patrimonio del passato e proiezione verso il futuro, il senatore Renzo Gubert sottolinea dei punti fermi in un comunicato di cui riportiamo alcuni essenziali passaggi.

Ritengo che esuli dalla natura statutaria del partito la sua definizione come “liberale”.

E’ vero che una corrente del cattolicesimo politico è definita da alcuni come “liberale” (ricordo Rosmini e Manzoni), ma posso dire che le radici più profonde ed estese rimandano alla qualificazione di sociale, pensando al movimento cooperativo, sindacale, a molte istituzioni cattoliche di mutualità, di assistenza e di educazione. Data la polisemia del concetto di “liberale” che rimanda più a Malagodi e al PLI che alla DC, meglio lasciare la definizione statutaria e basta.’ Recita lo Statuto, in apertura: La Democrazia Cristiana è un partito democratico, popolare, nazionale, europeo, di ispirazione Cristiana.

Prosegue Gubert: Ostilità al riarmo. E’ una semplificazione eccesssiva, che è in questi tempi intesa come ostilità a che l’Italia e l’Europa si dotino di efficaci armi di difesa, data la posizione USA nella NATO.

Il principio della legittima difesa anche con l’uso di armi non è mai stata smentita dalla morale sociale cristiana e neppure dalla DC. Sulle proposte fiscali che stanno maturando in sede di dibattito, afferma Gubert: La totale detraibilità delle spese dall’imposizione fiscale cozza contro due principi:

a. favorisce i redditi più alti perché possono consumare di più

b. colpisce uno dei valori sostenuti da Costituzione e DC quale il valore del risparmio, che viene tassato, mentre il consumo no.

Meglio la non imponibilità del reddito necessario per il minimo vitale dei membri della famiglia, rivendicazione sempre fatta dal Forum delle Associazioni Familiari. Seguono altri punti di cui daremo notizia insieme al contributo di altri amici e di altre amiche. Insomma, il cantiere Dc per dare prospettive all’Italia è aperto.