di Ettore Bonalberti
Siamo alle prese con due opposti estremismi: a destra, l’ex generale Vannacci, che intende riportare indietro le lancette della storia; a sinistra, le scomposte idee filorusse del mutevole Conte del M5S, fotocopia di quelle interpretate da Matteo Salvini, vice presidente del consiglio.
In presenza di un’Italia allo sbando in politica estera con tre diverse visioni fra i partiti della maggioranza e una minoranza altrettanto divisa, è indispensabile ricomporre un’ampia alleanza di centro, autonomo, plurale e capace di mettere insieme esponenti delle culture democratiche, popolari, liberali, repubblicane, riformista socialiste.
E’ avvilente constatare che persino ai massimi vertici dello Stato assistiamo alla rottura dell’unità democratica e antifascista, se, anche sul caso della strage di Bologna del 1980, tanto l’On. Meloni che il Presidente del Senato La Russa, sono incapaci di pronunciarsi sulla matrice “fascista” di quella strage, collocandosi agli antipodi delle nette parole del Presidente della Repubblica, Mattarella, autentico interprete dell’Italia democratica e antifascista.
Non si può più dividerci tra le tante contraddittorie casematte ex DC e popolari presenti nel nostro Paese. Se, da un lato, il governo della destra sta tentando di introdurre la legge elettorale super truffa, con l’obiettivo di poter controllare tutti i poteri istituzionali, è compito degli eredi della DC, divisi tra “i particulari” personalistici, che, sinora, han fatto aggio sulle più importanti necessità della politica italiana, è indispensabile impegnarsi da subito alla ricomposizione del centro, sostenendo, contemporaneamente una legge elettorale proporzionale con preferenze, sul modello tedesco con l’istituto della sfiducia costruttiva.
Ottima l’idea dell’amico sen. D’Ubaldo di un “campo degasperiano” nel quale poter ricomporre quanti si rifanno agli ideali del grande statista trentino, che sono quelli condivisi con l’appello sturziano “Ai liberi e Forti”.
Avanti, dunque, senza più reticenze e riserve; ritroviamoci tutti insieme, amici dell’area cattolica: democratici, liberali e cristiano sociali, in un luogo emblematico come Camaldoli o Roma, e promuoviamo il nuovo centro della politica italiana, autonomo e distinto e distante dagli estremismi di destra e di sinistra, pronto a collaborare con quanti intendono difendere e attuare integralmente la Costituzione repubblicana.
Insieme sosteniamo gli amici di Iniziativa Popolare, che stanno combattendo una strenua battaglia giuridico politica per il ritorno alla proporzionale e, intanto, dalla periferia formiamo i comitati civico popolari di partecipazione democratica per il nuovo centro, saldando l’iniziativa centrale dei partiti e movimenti con quella, altrettanto essenziale, negli enti locali comunali e nelle regioni italiane.
Abbiamo molte testate giornalistiche come “ Il Popolo”, “ Il domani d’Italia”, “ Insieme”, “ ALEF Popolari taliani” e tante altre testate e riviste regionali e provinciali che potranno sostenere il progetto.
Ancora una volta, come nei momenti più importanti della storia dell’Italia, il contributo dei cattolici sarà essenziale per superare la grave crisi politico istituzionale in cui è precipitato il Paese.

























