di Ruggero Morghen

 

Dopo la riattivazione a livello nazionale della DC, il Centro Popolare, che in più momenti ha assicurato al Trentino la presenza di un partito di ispirazione cristiana (o di persone di ispirazione laica non in contraddizione con il pensiero sociale cristiano), deliberava di stabilire col partito nazionale, che accettava, un patto di stabile collaborazione ai sensi del suo statuto. Tale patto – si osserva - mantiene autonomia di valutazione politica, ma nel contempo delega alla Democrazia Cristiana le scelte in materia elettorale non locale fino a che esse siano coerenti con le proprie finalità.

Veniva quindi costituita a Trento, in accordo con la DC nazionale, la sezione provinciale della DC, che svolgeva l’attività elettorale prima espletata dal Centro Popolare. Peraltro in alcune elezioni locali - come a Trento - risultava preferito da alcune forze coalizzate, specie di ispirazione civica, proprio un rapporto esplicito e diretto con il Centro Popolare, per cui sembrava utile riprendere in modo più esplicito un’attività anche elettorale a livello locale, particolarmente in previsione delle prossime elezioni provinciali-regionali. 

A Trento capoluogo la lista con candidato sindaco Geat otteneva alle ultime comunali il 5% dei consensi e due seggi. “Sembra realistico pensare – osserva l’ingegner Vito Berté, segretario politico provinciale - che per tale risultato il contributo del Centro Popolare sia stato decisivo, se si considera che Generazione Trento ha ottenuto solo 180 voti più della lista di Demarchi e che la lista Federazione DC nel 2020 aveva ottenuto 346 voti”. Bertè rileva un notevole interesse per il Centro Popolare sostanzialmente per la sua chiara connotazione territoriale (“Vale – si è detto – per il mondo civico del Trentino”) e per la distinzione dai partiti storici. Fermi restando i principi valoriali cui si fa riferimento, si ritiene utile valorizzare per le votazioni locali il Centro Popolare, rivitalizzandolo e rafforzandone struttura e presenza, a partire dal completamento degli atti formali necessari per poi presentarsi via via ai vari appuntamenti elettorali locali almeno con il deposito del simbolo.

Il Centro Popolare ritiene che, fra le proposte avanzate nei vari ambiti locali, siano da preferire quelle che si ispirano alla propria storia, ai propri valori e alla presenza di candidati che in essi si riconoscono. Importante per l'associazione trentina è in particolare l'orientamento al bene comune della comunità locale, compresi i livelli infra- e sovracomunali di valle, "da non subordinare - si osserva - a convenienze di interessi personali o di gruppi". Si richiedono inoltre programmi chiari di concrete azioni da intraprendere sostenuti da persone qualificate, e l'orientamento ad operare con metodo partecipativo per tutto il mandato. Indispensabile quindi il riferimento ai valori del personalismo comunitario, che non contraddica in alcun modo il pensiero sociale cristiano. 

A tal fine pare necessario rafforzare la struttura del Centro Popolare, rilanciando le adesioni ad esso e rinnovandone nel prossimo autunno gli organi, fermo restando il rapporto di stabile collaborazione con la DC per i livelli politici non locali. Il senatore Renzo Gubert, padre nobile della Dc trentina, ribadiva nelle scorse settimane l’opportunità di riprendere i contatti coi vecchi soci per riattivare il Centro Popolare e giungere in autunno ad un congresso. Quale referente di questa operazione veniva indicato dalla direzione lo stesso Gubert, presidente-coordinatore del Centro Popolare tuttora in carica. 

Per rafforzare la struttura di tale organismo la Sezione trentina della DC ha deciso di favorire un tesseramento congiunto, prevedendo comunque che si possa aderirvi anche disgiuntamente. Le modalità di adesione alla DC per il 2026 sono state stabilite a livello nazionale, mentre per la quota di adesione al Centro Popolare o alla sezione trentina della DC si può ricorrere a modalità meno formali, già da tempo praticate e sempre – si assicura - improntate a piena trasparenza.