Una grande opportunità per i popoli: La conversione delle armi nucleari in energia e sviluppo 

 

Si è tenuto il 19 settembre scorso, presso l’Auditorium della CISL di Roma, moderato dall’Ing. Giuseppe Rotunno, presidente di Civiltà dell’Amore, l’importante seminario, primo promotore “Civiltà dell’Amore”, unitamente all’AIN (Associazione italiana nucleare) e all’ ASTRI (Associazione di scienziati e tecnologi per la ricerca italiana) ed alla Cisl (settore elettrico), sul “Disarmo delle testate nucleari e la Conversione in energia e sviluppo”.

Un enorme potenziale che potrebbe risolvere, per lungo tempo, gli annosi problemi di approvvigionamento energetico soprattutto per i paesi privi di risorse così cruciali.

Oltre al fatto che non sarebbe di poco rilievo l’accelerazione che essa imprimerebbe al processo di transizione ecologica in difesa della vita e del clima del nostro pianeta. 

Ecco il manifesto del Seminario nella presentazione dei lavori: “Il nostro Paese ha dato i natali a E. Fermi che ha scoperto a Roma, nel 1934, i principi dell’energia nucleare, oggi diffusa in tutto il mondo.

A Roma, nel 1957, l’Europa ha firmato i Trattati istitutivi della Comunità Europea CEE e Euratom.

A Roma, nel 1992, è stato presentato lo Studio di Conversione delle armi nucleari subito ripreso nel Piano Usa-Russia per convertire 20.000 atomiche in elettricità. 

Oggi l’Italia vuole la Pace Nucleare che comincia e si sviluppa proprio con la Conversione delle armi nucleari in Energia  e  Sviluppo Sostenibile di cui tutti abbiamo bisogno”.

Il Seminario, dopo gli iniziali saluti da parte degli esponenti delle associazioni promotrici: il dr. Amedeo Testa - Segretario Generale Flaei-CISL Reti;  il dr.Umberto Minopoli - Presidente AIN (Associazione Italiana Nucleare) e, con Videomessaggio, il dr. Leon Cizelj - Presidente ENS (European Nuclear Society), procedeva con gli interventi di tanti scienziati ed aspetti di settore, illustrando, tra l’altro, le varie fasi di un possibile processo di conversione delle testate nucleari e le caratteristiche delle centrali ad energia nucleare di nuova generazione.

Così l’Ing.Massimo Sepielli “Conversione delle armi nucleari in Energia di Pace”il prof.Sergio Bartalucci “La Ricerca Nucleare nell’Unione Europea”; il prof.Agostino Mathis “Il Fabbisogno energetico italiano e l’energia nucleare”l’Ing.Angelo A. Papa “Il Combustibile nucleare proveniente dal disarmo e le scorie radioattive”. 

Sono seguiti poi gli interventi di numerosi rappresentanti della politica.

Per il Sen.Maurizio Gasparri(FI) Berlusconi era riuscito a far sinergia con tutti su Disarmo e Pace, che poi non è stato più fatto. Serve promuovere il Disarmo tra USA e Russia. 

Per l’On.Brando Benifei (Pd): Sì alla Ricerca Nucleare, si al Disarmo e alla Pace. Ma procedere con cautela per la complessità dei temi Armi-Energia.

Per la Sen. Paola Binetti (UDC): Fare informazione, la cosa più importante che in questo momento manca su questo importante tema. “L’energia nucleare fa bene alla salute e al portafoglio”. Perché se cambia l’opinione pubblica, cambiano anche i Politici e la Politica energetica.

Il Prof. Giuseppe Zollino (Azione) avanza la proposta di 36 GWe Nucleare entro 2050 per dare 680 Twh, insieme al rinnovabile da valutare bene su impatto ambiente (superficie come Molise e non Lazio).

Per l’On..Simona Baldassarre (Lega), non si può non ritenere questa questione, e l’obiettivo di una Pace nucleare, che precipuo compito dell’Europa, per cui un forte sostegno a quest’iniziativa di Civiltà dell’Amore.

L’Avv.Luigi Rapisarda della DC ha preliminarmente ringraziato gli scienziati e gli esperti del settore che con le loro puntuali e approfondite illustrazioni hanno fatto chiarezza e squarciato ogni velo che, appositamente, una certa ideologia del pregiudizio ha lasciato calare su una materia così cruciale per la soluzione dei gravosi problemi energetici che hanno costretto tanti paesi, tra cui anche il nostro, a ricorrere a dipendenze quasi totali da altri paesi, con tutte le conseguenze che stiamo pagando in questa fase, mentre il ricorso a un nuovo modello di sviluppo attraverso una rete di centrali che avrebbero il vantaggio di poter usare combustibile proveniente dalle dismissioni di tante testate nucleari, risolverebbe nel medio periodo queste perniciose dipendenze.

Indi nel chiudere i lavori riecheggia il messaggio, ad ampio raggio, che tale evento vuole trasmettere ai rappresentanti politici e alle istituzioni dell’Italia: “Costruiamo questa grande opportunità: Se vogliamo aiutare il processo di Pace nel mondo e offrire un rimedio sostenibile alla grave crisi energetica che ha investito diversi continenti, si riavvii con urgenza il processo di disarmo delle armi nucleari e la conversione in energia e sviluppo per i popoli.”.

E lancia la proposta di creare un “Gruppo permanente di Politici e Scienziati per il Disarmo, per la Conversione Nucleare e la Transizione Energetica dell’Italia.”.

 Luigi Rapisarda