di Ettore Bonalberti

 

Il candidato della lista della coalizione della destra, Simone Venturini, è un giovane, ma la sua candidatura a Sindaco di Venezia sa molto di “vecchio e stantio”. Egli, infatti, ha partecipato senza mai distinguersi alla giunta Brugnaro, condividendo tutte le decisioni assunte da una dirigenza dimostratasi ben al di là di quei principi costituzionali di “disciplina e onore”, su cui avevano giurato al momento di assunzione dei loro incarichi.  Presentare come esponente  di “discontinuità”  questo candidato, sarebbe, dunque, l’ennesimo tentativo di mistificazione politica. Venturini ha aderito al partito fucsia di Brugnaro sin dalla sua origine, rimanendo sempre ben fermo sulla poltrona di giunta, anche dopo i fulmini giudiziari che hanno colpito la stessa per i fatti incresciosi della “ palude veneziana”.

Con la sua candidatura, condivisa dai partiti del centro destra, siamo di fronte al tentativo trasformistico di riverniciatura di una formula usurata e che ha fortemente nociuto all’immagine pubblica della nostra città, a livello italiano e internazionale. Attendiamo di conoscere il programma del centro destra di Venturini per capire se e quale “ discontinuità”, almeno sui contenuti, la nuova compagine intende proporre, per smarcarsi dalle scelte sin qui compiute insieme a Brugnaro.

Come già scritto in altre note, penso che, in realtà, i veneziani si attendano una seria ed effettiva “ discontinuità” politico amministrativa che, a mio parere, è proposta dall’ampia coalizione di centro sinistra guidata dal sen Andrea Martella. Avendo seguito l’iter che ha portato alla realizzazione di tale coalizione, con l’adesione all’iniziativa dell’amico Ugo Bergamo, “Venezia è Tua”, ho condiviso le proposte programmatiche indicate dalla stessa.

Con un processo autonomo e indipendente da pressioni o veti romani, partendo dalla base, a differenza di quanto è accaduto alla coalizione di destra, ritengo che quanto indicato nel programma del centro sinistra corrisponda ai bisogni urgenti e prioritari della nostra comunità.

In esso sta scritto:“Il progetto, di radicale cambiamento delle politiche sin qui perseguite dall’amministrazione uscente, si riconosce nei valori della Costituzione italiana (democrazia, solidarietà, antifascismo, lavoro, pace, diritti individuali, libertà di culto, tutela delle minoranze, libertà della cultura e della ricerca scientifica, tutela del patrimonio storico, equità generazionale e di genere, sostenibilità ambientale, laicità) e dell’Unione europea (dignità umana, libertà, uguaglianza sociale, stato di diritto, parità di genere, inclusività per la comunità LGBT, diritti umani), con l’impegno a costruire relazioni nazionali e internazionali per consolidare tali valori e, al contempo, restituendo a Venezia il rango di città che, per la sua vicenda millenaria e il ruolo che ha svolto nella storia, si staglia come pochissime altre sulla scena globale.

Netto l’impegno a valorizzare e ricostruire gli istituti di partecipazione (a cominciare dalle Municipalità, dalle Consulte e dai Forum) che l’attuale amministrazione ha demolito o svuotato di risorse e poteri, promuovendo percorsi partecipativi e confronti pubblici e a sperimentare nuove modalità di partecipazione, come ad esempio le assemblee civiche e il bilancio partecipato”.  Così come è importante quanto affermato per far assumere a Venezia la condizione istituzionale di “città a statuto speciale”. Per la coalizione di centro sinistra Venezia deve essere: “sicura e attrattiva, equa e solidale, innovativa nella sostenibilità, nodo di reti economiche e sociali internazionali, cosmopolita e inclusiva, viva e vivibile”.

Il Lavoro, l’economia  lo sviluppo, insieme alla sicurezza, sono gli obiettivi strategici , così come l’ambiente, le politiche per la casa, il welfare, sono i temi declinati nel programma. Cultura, formazione e Turismo, con la mobilità e i Trasporti, oltre al ruolo metropolitano di Venezia e Mestre, nazionale e internazionale, sono le altre indicazioni programmatiche. Un ruolo che reclama l’estensione dell’alta velocità sino alla città di San Marco, strumento indispensabile per favorire il progetto di “città estesa” e per garantire a una delle più importanti città del turismo internazionale un accesso all’altezza del tempo che viviamo.

Abbiamo salutato con favore l’inserimento nel programma del progetto a suo tempo proposto dai popolari veneziani della “ free zone” a Marghera,  che riteniamo possa costituire una delle più importanti risposte al tema dell’occupazione a Venezia  e Mestre, con l’attivazione di una miriade di PMI defiscalizzate, inserite in un’area servita dai migliori servizi ( porto e aeroporto) in stretto collegamento con il polo tecnologico di VEGA e tale da rappresentare un’autentica svolta all’ex zona industriale che ha visto scendere gli occupati dagli oltre 30.000 degli anni passati agli attuali 10.000 addetti in continua decrescita.

Dovrà, inoltre, essere perseguita l’idea di una città vasta con riferimento alle città di Treviso, Padova e Vicenza, nucleo veneto forte dell’economia regionale e italiana. Questa la vera svolta rispetto alla costruzione ottocentesca di Mestre voluta dai Cini e Volpi agli inizi del secolo scorso, modello irrimediabilmente andato in crisi negli anni ’80.

Con gli amici mestrini di World Lab (https://worldlabnetwork.org/) abbiamo, infine, sollecitato Martella e alleati a sostenere il progetto di formazione e lavoro denominata APAM: Ateneo Popolare di Arti e Mestieri. Trattasi di un progetto-programma che sarà rivolta alle fasce deboli del mercato del lavoro, con speciale riferimento ai giovani, per avviarle all'attività produttiva attraverso una inedita struttura standard di “formazione/lavoro/reddito”; una struttura a carattere cooperativo-mutualistico dedita all'auto-produzione di beni e servizi di prima necessità, che porrebbe la nostra città tra le prime ad attuare un progetto di autentica economia civile e solidaristica.

Con la fiducia di consegnare, finalmente, la guida politico amministrativa della nostra città a una nuova classe dirigente dotata di vera passione civile, impegnata a svolgere le sue funzioni con autentica “ disciplina e onore”, insieme ai tanti “Liberi e Forti “ di Venezia sosterremo con entusiasmo la compagine del cambiamento effettivo nel governo cittadino veneziano.