di Stelio W. Venceslai



I fatti di Torino sono emblematici. Possiamo analizzarli e condannarli come si vuole, ma sono lì, nella loro evidenza.

Primo: la violenza va condannata, sempre e dovunque. L’idea che uno possa aggredire un altro solo perché la pensa in un altro modo è semplicemente cretina. Lo menerà, ma quello cambierà idea? No. e allora, a cosa serve?

La stupidità della violenza fine a se stessa si rivela nella devastazione. Brucio una macchina. Spacco una vetrina. Smantello un Bancomat. Così ho ragione?

Anche se riempio di botte qualcuno o addirittura, lo mando all’ospedale., cosa ottengo? Che la Meloni si dimetta? Che gli assenteisti votino? Che sia evidente una situazione di disagio che è già nota? Assurdo.

Le Brigate Rosse, a suo tempo, hanno commesso diversi eccidi, del tutto inutili. Cosa hanno prodotto? Morti, anni di galera e d’esilio

Secondo: la malizia tipicamente italiana è quella di sostenere che, in realtà, c’è una regia occulta. Nessuno lo dimostra, ma se ne parla. Mi chiedo: una regia per fare che? Una sollevazione di popolo? Solo creare disordini? Forse. E qui viene il sospetto. In questi casi si rafforza la severità. Forse un governo più autoritario, di destra, sarebbe indigesto al popolo? E allora, facciamo casino. Ma attenzione: in genere la violenza genera altra violenza, ma i governi non cadono per questo. I recenti massacri in Iran non hanno spostato di un capello il regime crudele dei preti sciiti.

Terzo: le forze dell’ordine non sono persone. Sono lo Stato. Aggredire uno di loro significa aggredire lo Stato. La risposta è che questo è uno Stato Ingiusto, che non mi dà il lavoro, che non mi fa mangiare, che è reazionario? Sono risposte sensate? No.  Quei ragazzi con il volto coperto e i manganelli viaggiano in macchina o in autobus che scorrono su strade pagate dallo Stato, se sono feriti si fanno curare gratis dalle Asl che sono lo Stato, se vanno in pizzeria pagano con i soldi dello Stato. Sono anche loro degli statali, controcorrente, magari, ma se lo Stato si smonta si smontano anche loro. Se non c’è un nemico, che fanno?

Quarto: i reati sono reati e chi li commette è un criminale e va punito, secondo legge. Se il tutore dell’ordine si difende reagendo, va sotto processo. Chi l’offende scappa e scompare. Il magistrato deve accertare come sono andate le cose. È il suo mestiere, pagato dallo Stato. Lo Stato garantisce sicurezza ai cittadini ed equità nei processi. Non sarà sempre così, ma il principio è fondamentale, se crolla questo crolla tutto. Mancherebbero pure le vetrine da sfasciare perché nessuno aprirebbe un negozio. Ma lo squilibrio tra le parti deve finire. Chi difende l’ordine non può e non deve pagare mentre chi l’offende se la squaglia nell’anonimato.

Quinto: le forze dell’ordine sanno benissimo di chi si tratta. Se non lo sapessero verrebbero meno al loro compito. I Servizi servono anche a questo, non solo a spiare il colore delle lenzuola di questo o di quel parlamentare. Perché i facinorosi non si bloccano prima che facciano danni? Perché quel poveretto che è stato martellato era solo? Ci sono state gravi lacune che hanno consentito disordini inaccettabili.

Sesto: La libertà di manifestare è sacra. Non è solo un diritto costituzionale. Manifestare con il volto coperto, i bastoni, le spranghe, i petardi e le bottiglie molotov è un manifestare leggermente improprio. Che ne dite? L’eroismo di chi, in cinque, aggredisce uno solo, purtroppo inerme, perché così vogliono le leggi dello Stato che i manifestanti contestano, forse è davvero un grande atto di eroismo: da farabutti.

I problemi del Paese sono enormi e vengono da molto lontano. I partiti politici sono vuoti e l’opposizione si gingilla con l’antifascismo e l’anti trumpismo, mentre la maggioranza tira a campare, evitando gli scogli più grossi.

Più elezioni o referendum di vario tipo si fanno, maggiore è la confusione ed esplodono le polemiche, come quella del volto dell’angelo restaurato in una chiesa che assomiglia alla Meloni. Più cretini di così non si può essere.

La qualità vera della nostra classe politica, invadente, arrogante, ignorante e prevaricatrice la vediamo in Sicilia dove un intero paese, come Niscemi, rischia di scomparire e nulla è stato fatto e nessuno è intervenuto, in trent’anni di potere incapace della Destra che ha governato la Sicilia.

La Meloni dice che non è lei l’angelo restaurato, ma se fosse un po’più Giovanna d’Arco con i suoi fedeli e meno Madonna in bilico tra Europa e America, sarebbe questo il momento giusto.