di Tommaso Stenico
Papa Leone XIV ha indetto uno speciale Anno Giubilare dedicato a San Francesco d'Assisi, che durerà fino al 10 gennaio 2027 con possibilità di indulgenza plenaria, in occasione dell'800° anniversario della morte del Poverello.
Un anno speciale in cui ogni fedele cristiano, seguendo l'esempio del Santo di Assisi, diventi modello di santità di vita e costante testimone di pace. Sarà concessa l'indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), applicabile anche a titolo di suffragio per le anime del Purgatorio.
L'apertura di questo Anno Giubilare consente ai fedeli di ottenere la remissione delle pene temporali dovute per i peccati, secondo le disposizioni previste dal diritto canonico. Per ottenere l'indulgenza plenaria, i fedeli devono recarsi in pellegrinaggio presso qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato a San Francesco d'Assisi, ovunque nel mondo. Una volta lì, devono partecipare ai riti giubilari o dedicarsi alla preghiera e alla meditazione.
I requisiti per ottenere questa grazia sono quelli consueti: la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Romano Pontefice. Tuttavia, la Santa Sede ha mostrato una speciale attenzione per coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità. Quanti, per motivi di salute, età avanzata o altre gravi cause, non possono uscire di casa, possono unirsi spiritualmente alle celebrazioni offrendo a Dio le proprie sofferenze e preghiere per partecipare ai frutti spirituali del Giubileo.
I Giubilei dedicati a San Francesco
«Mentre sono ancora attuali ed efficaci i frutti di grazia del Giubileo ordinario del 2025 da poco concluso, nel quale siamo stati tutti incoraggiati a farci pellegrini di questa speranza che non delude, si aggiunge qui, come ideale prolungamento, una nuova occasione di gioia e di santificazione: l'ottavo centenario del felice passaggio di San Francesco d'Assisi dalla vita terrena alla patria celeste», sottolinea anche la Penitenzieria Apostolica.
Negli ultimi anni, altri importanti Giubilei hanno dedicato la loro vita alla figura e all'opera del Santo di Assisi: l'ottavo centenario della realizzazione del primo presepe a Greccio, della composizione del Cantico delle Creature, inno alla santa bellezza del creato, e quello dell'impressione delle Sacre Stimmate, avvenuta sul monte della Verna, quasi un nuovo Calvario, due anni prima della sua morte.
Il 2026 segnerà il culmine e il compimento di tutte le celebrazioni precedenti: sarà, infatti, l'Anno di San Francesco e saremo tutti chiamati ad essere santi nel mondo contemporaneo seguendo l'esempio del Serafico Patriarca.
Una mappa per la pace in un mondo in conflitto.
Nell'ambito di queste celebrazioni, Leone XIV inviò una lettera ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana. Nel documento, datato 7 gennaio, il Papa sottolineava che la pace non è semplicemente il prodotto dello sforzo umano o di accordi tecnici, ma un dono divino che deve essere accolto con umiltà. La lettera evidenzia il tradizionale saluto francescano "Il Signore vi dia pace" come nucleo di un'esperienza evangelica che assume oggi una particolare rilevanza.
Come sottolinea il Santo Padre, l'eredità di San Francesco d'Assisi ci ricorda che la pace è integrale e comprende tre dimensioni inscindibili: la pace con Dio, la pace tra le persone e la pace con il creato. Questa visione è fondamentale in un'epoca segnata da quelle che il Papa definisce "guerre apparentemente infinite" e da divisioni sociali che alimentano la sfiducia.
A questo proposito, la Santa Sede ha annunciato che, dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, il corpo del santo verrà eccezionalmente traslato dalla sua cripta per facilitarne la venerazione dei fedeli in occasione di questo centenario.
Apertura solenne degli eventi commemorativi ad Assisi
L'inizio ufficiale delle celebrazioni è avvenuto nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, alla Porziuncola, luogo in cui il santo morì nell'autunno del 1226. La cerimonia è stata presieduta da fra Francesco Piloni , ministro provinciale dei Frati Minori dell'Umbria e della Sardegna, accompagnato dai sei ministri generali dei diversi rami dell'ordine: Massimo Fusarelli (Frati Minori), fra Carlos Alberto Trovarelli (Frati Minori Conventuali), fra Roberto Genuin (Frati Minori Cappuccini), Tibor Kauser (Ordine Francescano Secolare), fra Amando Trujillo Cano (Terzo Ordine Regolare) e suor Daisy Kalamparamban (Conferenza Francescana Internazionale).
Uno dei momenti più simbolici della giornata è stato quando l'arcivescovo di Assisi, Domenico Sorrentino e il sindaco della città, Valter Stoppini, hanno acceso una candela dal cero pasquale per illuminare le varie stazioni della Via Crucis nella basilica. Questo gesto ha commemorato la storica riconciliazione tra autorità civili ed ecclesiastiche avvenuta ai tempi di Papa Francesco.
Proposta di preghiera per la concordia sociale
A conclusione degli eventi inaugurali, il Papa ha proposto una preghiera dedicata a San Francesco d'Assisi, in cui lo si invoca come intercessore affinché i cristiani diventino "artigiani di pace" e "testimoni disarmati".
La preghiera chiede il coraggio di costruire ponti laddove il mondo erige confini e ci ricorda che la vera riconciliazione è quella che abbatte tutti i muri.
Con questa iniziativa, la Chiesa vuole far sì che l'ottavo centenario della morte del santo non sia solo un evento storico, ma anche uno stimolo per la concordia e il rispetto della dignità umana nella società contemporanea.


























