di  Carlo Giovanardi

 

Nel secolo scorso tre grandi scandali hanno assunto fama e rilievo internazionale.

Il caso di Alfred Dreyfus, ufficiale ebreo dell' esercito francese, difeso da Emile Zola, ingiustamente condannato e poi riconosciuto innocente, quello delle fosse di Katyn, dove dopo decenni il leader comunista Gorbaciov dovette ammettere che quasi diecimila ufficiali polacchi erano stati massacrati nel 1940 non dai Tedeschi ma dai Russi ed infine il disastro aereo di Ustica del 27 giugno 1980, che a differenza degli altri due è però ancora aperto.

Su Ustica una sentenza penale passata in giudicato ,che ha assolto i Generali dell'aeronautica da ogni responsabilità , ha spiegato e dimostrato che non c’è stata nessuna battaglia aerea mentre una perizia firmata nel processo da 11 dei più famosi periti aeronautici del mondo, ha  accertato che l' aereo e' stato abbattuto dallo scoppio di una bomba collocata nella toilette di bordo.

Lo scorso anno il Pubblico Ministero Erminio Amelio ha chiesto l' archiviazione del caso, non essendo riuscito ad identificare nessun responsabile.

La signora Giuliana Cavazza, che ha perso la madre sul DC9, come Presidente della Associazione per la verità su Ustica si e' opposta ed il Gip si è riservato di continuare nelle indagini.

Nel frattempo i familiari delle vittime hanno avuto giustamente circa sessanta milioni di Euro di indennizzo ( una tantum di 150 mila euro a famiglia più un vitalizio di  2200 euro mensili rivalutabili, per padri, madri, coniugi e figli ) a cui si sono aggiunti altri 330 milioni di risarcimento nel processo civile, non ancora erogati perché la Presidenza del Consiglio sta valutando quanto di indennizzo va detratto dal risarcimento.

Incredibilmente nessuno mi ha finora sentito nel processo penale, malgrado sia stato io a riferire in Aula al Parlamento su Ustica  quando facevo parte del Governo .

Non solo: con  Maurizio Gasparri potemmo consultare come membri della  Commissione Parlamentare sulla morte di Aldo Moro le carte secretate sul crescendo di minacce palestinesi nel 1980 per l' arresto del palestinese Abu Salek, residente a Bologna, l' uomo di Abu Nidal in Italia.

Le carte testimoniavano tutti i vani tentativi del Governo italiano , pressato da Arafat, di liberarlo : dopo la Sua condanna all' Aquila Abu Nidal deliberò una rappresaglia e la mattina del 27 giugno del 1980 da Beirut il Colonnello Giovannone avvertì il Governo che eravamo nell' imminenza di un attentato.

Tutto questo è stato coperto dal Segreto di Stato finché non abbiamo convinto i Governi Draghi e Meloni a rendere pubbliche quelle carte, cosicché oggi è possibile verificare come le stragi di Fiumicino del 1973, quella di Ustica del 1980 e la seconda di Fiumicino del 1985 portino tutte la stessa firma.

Tema questo che approfondiremo nelle prossime settimane proprio in un Convegno che si svolgerà a Fiumicino, pochi giorni prima del rilancio a Bologna da parte di Comune, Provincia e Regione a Bologna della tesi di fantomatiche battaglie aeree, quelle che la sentenza penale ha bollato come " fantapolitica o romanzo, che potrebbero anche interessanti se non ci fossero coinvolte 81 vittime innocenti ".