di Ruggero Morghen
“Ho chiesto all'IA di Gemini chi è il più influente filosofo a favore dell'eutanasia. Mi ha risposto Peter Singer. Le ho rifatto la domanda, riguardo all'aborto: la risposta è stata di nuovo Peter Singer.”
Francesco Agnoli che interroga in questi termini l’intelligenza artificiale ricorda un po’ la regina cattiva di Biancaneve, che si rivolge al famoso specchio magico della fiaba chiedendogli: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. Di solito le va bene, ma un giorno lo specchio magico le risponde: "Bella, tu sei bella o mia regina, ma attenta! Al mondo una fanciulla c'è, vestita solo di stracci poverina, ma ahimè, assai più bella di te”. A differenza della fiaba dei Fratelli Grimm, nel caso di Agnoli lo specchio magico – ossia l’intelligenza artificiale – dà dunque sempre la stessa risposta: Peter Singer.
Ma chi è Peter Singer? Stavolta risponde Agnoli in persona, ossia in carne ed ossa: “E' un filosofo e sostiene che l'idea della sacralità della vita dei bambini, dei malati e degli anziani è propria soltanto della tradizione ebraica e cristiana, ed è assente in tutte le altre civiltà del mondo. Gli spartani, i giapponesi, i cinesi ecc., scrive Singer, non hanno mai considerata sacra la vita dei bambini malati o non desiderati, ed hanno praticato tranquillamente l'infanticidio. Singer propone di ristabilire l'infanticidio: non solo aborto sino al nono mese, ma anche dopo, come eutanasia infantile. Accanto a questa, la liceità dell'eutanasia, a 360 gradi. Bisogna abbattere, continua, gli antichi comandamenti, a partire dal quinto, e riconoscere, con Charles Darwin, che l'uomo è solo un animale, e che la vita di un bambino non voluto o malato non vale più di quella di un pollo sano o di una scimmia. Di qui la bontà dell'eugenetica. Singer sostiene anche che sia necessario, declassato l'uomo, innalzare gli animali e riconoscere finalmente i loro diritti. Per questo è anche il più celebre filosofo animalista”.
“Nei sui saggi – prosegue l’autore trentino (ma nato nel 1974 a Bologna) l'obiettivo polemico è sempre quello: il pensiero biblico”. E, oltre a Singer, come non ricordare il celebre Yuval Noah Harari, storico israeliano ed autorevole esponente dell'animalismo? “Anche Harari – osserva Agnoli - ha come obiettivo polemico principale il Creatore della tradizione biblica, ritiene che l'uomo non sia nulla di speciale, solo una scimmia insignificante, e propina una visione del mondo del tutto amorale, quella della foresta di belve”. Una visione – conclude - “non diversa da quella di Netanyahu quando contrappone Gengis Khan vincente a Cristo perdente, o quando afferma di voler fare di Israele una nuova Sparta, forse dimenticando che questa, in quanto città essenzialmente guerriera che ammazzava i suoi bimbi malati, era appunto il modello del signore del darwinismo tedesco, il razzista Ernst Haeckel, nonché dell'ideologia nazista”.
Ma chi è Francesco Agnoli? Non lo chiediamo all’IA bensì al periodico online “Corrispondenza romana”, che lo presenta come ottimo apologeta cattolico (la vecchia, abbandonata, ripudiata apologetica!), collaboratore di molte testate di primo piano ed autore assai prolifico. Piuttosto recente è un suo studio sulla politica per l’editore trentino Reverdito, “con riflessioni filosofiche – spiega una nota di edizione – ed esempi storici, collegando passato e presente per fornire non solo conoscenza del nostro passato, ma anche una chiave di lettura del tempo presente”.
In un altro saggio – lo nota Fabrizio Cannone – egli “ci offre uno spaccato della storia della carità cristiana verso malati, poveri, pazzi e moribondi, notando che coloro che han davvero a cuore l’anima del prossimo son portati coerentemente a prendersi cura anche delle debolezze dei corpi con lo zelo di chi è stato, da Dio in Cristo, amato e curato per primo”. Alla faccia di Singer e pure di Yuval Noah Harari!

























