di Ettore Bonalberti

 

 

Confesso alle ultime elezioni amministrative per l’elezione del consiglio comunale di Venezia ho votato e fatto votare per la lista guidata da Brugnaro, con molta fiducia all’amico Renato Boraso, giovane formato nelle file del movimento giovanile della DC veneziana.

Purtroppo, la loro gestione pubblica non è stata improntata a quei criteri cdi “disciplina e onore” prescritti dalla Costituzione, creando non solo in me, ma in molti altri amici, sentimenti di sfiducia e di serio pentimento per quanto accaduto. Ora, sono fermamente convinto, che sia tempo di cambiare registro alla guida della nostra amministrazione comunale.

Seguo con attenzione quanto sta facendo l’amico avv. Ugo Bergamo che, contro la volontà dei massimi esponenti DC veneziani, grazie a un voto maggioritario del consiglio provinciale della DC, nel 1990  sostenni vittoriosamente alla guida del comune di Venezia.

Ho letto attentamente la bozza di programma della lista civica “ Venezia è Tua” da lui guidata, costituita da esponenti dell’area di ispirazione cattolica, democratica, liberale e cristiano sociale, che sta alla base del documento di programma della coalizione a sostegno della candidatura a sindaco dell’On Martella. Condivido le proposte di programma in esso indicate e ho colto con vivo apprezzamento la proposta che, come Popolari veneziani facemmo diverso tempo or sono, sulla “free zone” a Marghera.

Scrivevamo allora ( anno 2020): “L’idea progetto della “free zone” riteniamo possa costituire una delle più importanti risposte al tema dell’occupazione a Venezia  e Mestre con l’attivazione di una miriade di PMI defiscalizzate, inserite in un’area servita dai migliori servizi in stretto collegamento con il polo tecnologico di VEGA e tale da rappresentare un’autentica svolta all’ex zona industriale che ha visto scendere gli occupati dagli oltre 30.000 degli anni passati agli attuali 10.000 addetti in continua decrescita. In tale area, realizzata la mappa di tutti i vincoli in essa esistenti e di cui va operata un’intelligente ragionevole semplificazione, e adottate le norme anti burocrazia contenute nella legge Severino 31.12.2012,n.235, si potrebbero immediatamente realizzare:

  1. il centro direzionale dei servizi, autentica city, di Venezia–Mestre implementando quanto significativamente VEGA con Condotte ha avviato con il progetto EXPOVenice (padiglione Aquae per EXPO 2015) e sulla base della visione strategica per il waterfront di Marghera, terminale privilegiato per l’economia veneziana e veneta e per il traffico marittimo dell’Oriente verso i Paesi dell’Est europeo;
  2. il casinò del divertimento su cui a più riprese diverse società internazionali hanno dimostrato la volontà di investire;
  3. il palais Lumière, dopo il superamento dell’assurda querelle sulla realizzazione di tale opera, con annessa università della moda, tenendo presente la riconfermata volontà della famiglia Cardin di realizzare l’investimento

Obiettivi, ovviamente, da riconsiderare e attualizzare alla luce delle trasformazioni sociopolitiche intervenute, ma la “free zone” è e rimane un’area destinata alla promozione del commercio, all’esportazione e all’apertura dell’economia nazionale al mondo esterno. In essa sono ammesse attività industriali, commerciali e dei servizi.

Poiché la Zona Franca costituisce una delle manifestazioni dell’autonomia regionale e la Costituzione italiana prevede queste forme di maggiore autonomia, atteso che il Regolamento comunitario è equiparato, nella gerarchia delle fonti del diritto italiano, alla legge nazionale, l’istituzione di una Zona Franca sul territorio italiano non viola le disposizioni del Regolamento comunitario, che è in vigore dal 10 ottobre 2013. In tale zona franca intendiamo favorire un nuovo progetto, di natura non industriale, per dare all’area uno sviluppo che consenta di impegnare le forze lavorative presenti nella terraferma veneziana.

In aggiunta mi premetto di suggerire agli amici della Lista civica “ Venezia è Tua”, che sosterrò alle prossime elezioni comunali e alla coalizione di centro sinistra, alternativa alla destra veneziana, quanto gli amici di World Lab veneziani (proff. Dino Gerardi e Gianfranco Trabuio) da tempo vanno indicando come strumento attuativo di quell’economia sociale di cui il nostro Paese e la nostra città hanno necessità. Un capitolo particolare potrebbe essere inserito alla voce: Formazione e Lavoro.

Come Worl Lab indica nel suo sito: https://worldlabnetwork.org/: Una particolare attenzione sarà rivolta alle fasce deboli del mercato del lavoro, con speciale riferimento ai giovani, per avviarle all'attività produttiva attraverso un’ inedita struttura standard di “formazione/lavoro/reddito”, denominata Ateneo Popolare di Arti e Mestieri (APAM).

Trattasi di una struttura a carattere cooperativo-mutualistico dedita all'auto-produzione di beni e servizi di prima necessità.

Tale struttura di prossimità, da intendersi come “semenzaio” di strutture formative propriamente dette di livello territoriale più ampio, è vocata ad una diffusione territoriale capillare, a seguito di una semplice realizzazione pilota di successo popolare locale (possibilmente patrocinata da una coalizione politica cristiano-sociale centrista), è economicamente auto-sufficiente (non necessitando, in particolare, di finanziamenti pubblici a fondo perduto).

Essa si fonda su una trasmissione inter-generazionale dei saperi, attraverso l'accompagnamento dei beneficiari da parte di soci senior con funzione di formatori-tutori, e si vuole impresa cooperativa altamente trasferibile non necessitando (data la sua collocazione nel contesto auto-produttivo) di innovazione, né di prodotto né di processo produttivo, diversamente dalle start-up del contesto concorrenziale, spesso basate su una innovazione irrealistica, e quindi caratterizzate da una elevata percentuale di “mortalità d'impresa”.

Questa sarebbe una straordinaria novità per il cui obiettivo (APAM) un ruolo di primo piano potrebbe/dovrebbe essere assunto dal Comune di Venezia, che potrebbe diventare modello esemplare per molte altre realtà italiane.

Impegnati come sono i responsabili della lista di coalizione di centro sinistra a raccogliere le indicazioni della società civile veneziana, mi auguro che anche questa possa essere assunta alla base del programma della nuova amministrazione comunale.