di Ruggero Morghen



Prima di recarsi a San Giovanni Rotondo, dove rimarrà fino alla morte, Padre Pio stette sette mesi a Foggia, nel convento dei frati minori cappuccini di Sant’Anna, “impegnato – come scrisse – nella cura di una turba di anime assetate di Gesù, persone che mi domandavano aiuto e conforto”. Tra esse, Raffaelina Cerase, terziaria francescana – informa Elettra Solero – di una famiglia nobile di Foggia, sua prima figlia spirituale, la quale, da tempo gravemente inferma, dopo una lunga corrispondenza epostolare aveva espresso il desiderio d’incontrare padre Pio ed essere da lui confessata. 

Dunque una terziaria a Foggia, ma anche le riunioni delle prime Focolarine, che iniziavano a Trento in San Marco alle tre del pomeriggio, avvennero sotto l’egida del Terz’Ordine francescano, “Tutto – conferma Ilaria Pedrini in Marilen. Semplicemente vivere - si svolgeva ancora nell’alveo protettivo del francescanesimo”. Ancor prima della seconda guerra mondiale aderì al Terz’Ordine francescano la signora Maria Tomio, dedicandosi anima e corpo a sostenere le diverse iniziative a favore dei frati del Convento di Borgo e dei missionari. Del sodalizio fece parte anche Giorgio La Pira, il parlamentare democristiano che – come rileva Di Carlo – testimoniò il vangelo di Cristo ed ispirò nei giovani il desiderio di “un cambiamento profondo della società e del mondo”. 

Merita forse ricordare che, secondo il Codice di diritto canonico, il T.O.F. - acronimo di Terz’Ordine Francescano, oggi denominato Ordine Francescano Secolare (OFS) - è un’associazione di fedeli che emettono professione con la quale, pur continuando nella propria attività secolare, intendono raggiungere la perfezione cristiana, con l’osservanza di una Regola approvata dalla Santa Sede, sotto la guida e secondo lo spirito di un Ordine religioso. Spirito, in particolare, è - come insegna Sabbatucci - “termine generico usato a designare il carattere fondamentale, ma non definibile in clausole precise, di un impegno, di un trattato, di un documento”.

“La Regola approvata – fa notare padre Remo Stenico in Il Terz'ordine francescano assistito dai Frati Minori Trentini (1221-2005), edito dalla Biblioteca San Bernardino di Trento nel 2008 -, la personalità giuridica che gode, la stabilità, con vincolo giuridico, della professione preceduta dal noviziato, rende il Terz’Ordine simile agli Ordini religiosi; la mancanza di voti e l’assenza di vita comune lo distinguono dalle altre forme di vita consacrata; una Regola propria e la professione religiosa stando nel secolo lo fa differente dalle altre congregazioni o associazioni laicali”. Padre Stenico precisa inoltre che con la sigla TOF si deve intendere il Terz’Ordine Francescano secolare. “Per sé – prosegue – si dovrebbe scrivere TOS (Terz’Ordine Secolare) per distinguerlo dal TOR (Terz’Ordine Regolare). Talvolta si trova anche l’espressione ridondante Confraternita del Terz’Ordine Francescano”. 

Si può forse paragonare il Terz’Ordine Francescano agli Ascritti dell’Istituto della Carità: “laici che vivono nel mondo e condividono con gli altri membri dell’Istituto la spiritualità rosminiana”; Tra essi troviamo anche lo scrittore Alessandro Manzoni, amico e figlio spirituale di Antonio Rosmini. Ascritti trentini – informa padre Vito Nardin - furono, tra i laici, l’onorevole Giuseppe Veronesi e il senatore Giovanni Spagnolli; tra le donne la madre di Rosmini, Giovanna Formenti, Adelaide, la moglie del fratello Giuseppe, la pronipote Antonietta Giacomelli, letterata e fondatrice degli Scouts a Rovereto più di cent’ anni fa.