La Democrazia Cristiana di Roma e Lazio


Esprime forte preoccupazione per l’inopinato cambio di rotta seguito dalla NATO, e in particolare dal Governo italiano, riguardo alla crisi Ucraina.

Ad essa si aggiunge lo stupore per l’incomprensibile giravolta adottata ieri, nel Vertice di Ramstein, nel quale, da ora in poi, si è deciso di sostenere anche con armi pesanti, quindi con precipuo carattere offensivo, la difesa Ucraina, allo scopo di “indebolirne la capacità militare dell’esercito russo “ e piegarla ad una vietnamizzazione dello scontro.

Ora, mentre, pur ribadendo lo spirito sancito dalla nostra Carta Costituzionale del ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, il nostro partito ha acceduto a quella lettura interpretativa che in assonanza con l’art. 51 della Carta dell’Onu consente l’uso delle armi come inevitabile ricorso alla legittima difesa dei propri territori.

La nuova linea espressa dal ministro della difesa degli USA, Austin, secondo la quale, da questo momento si sosterrà con ogni tipo di armi, senza alcuna distinzione circa la potenzialità offensiva delle stesse, la difesa Ucraina, allo scopo di “indebolirne la capacità militare dell’esercito russo e piegarlo ad una vietnamizzazione dello scontro”, introduce una palese versione, in chiave offensiva delle operazioni belliche da parte dell’esercito ucraino, e pone prioritariamente, per quanto riguarda l’Italia, la questione della conformità di tale scelta con il principio del ripudio della guerra .. sancito dall’art. 11 della Costituzione e anche nel combinato disposto con l’art.51 della Carta dell’Onu.

Riteniamo pertanto doverosa una riproposizione della questione in sede parlamentare, affinché siano i rappresentanti del popolo a decidere su una materia così delicata e dalle conseguenze imprevedibili per l’Europa e per il nostro paese, già sotto minaccia di pesanti ritorsioni, energetiche e belliche.


Luigi Rapisarda