di Ruggero Morghen



La bolla della sua elezione a vescovo di Trento porta la data del 12 febbraio 1963 ed è vergata da Papa Giovanni. “Spero solo di aver ricambiato almeno in parte tutto il bene che mi ha voluto”. Così diceva monsignor Alessandro Maria Gottardi, arcivescovo emerito di Trento, a Piergiorgio Franceschini che lo intervistava per “Vita Trentina” alla vigilia della beatificazione del Papa buono. Vincendo la riservatezza di un vincolo personale forte, anzi indelebile (così lo definiva l’intervistatore), il presule ormai 88enne rievocava il primo incontro con Roncalli nel 1953 a Venezia e “la gioia di avere un Patriarca allegro, paterno e buono”. 

Poco dopo a Gottardi viene assegnato un importante incarico nel governo della diocesi veneziana. “È quello – confessa il presule – il momento che ho più a cuore. Mi chiamò per nominarmi provicario, con responsabilità specifica per il clero e la Curia. Da lì iniziò un cammino di conoscenza reciproca e di grande intesa. Fu il momento più importante e decisivo del nostro rapporto”. Poi Roncalli viene eletto papa. “Che fosse tra i candidati non c’è dubbio, in giro se ne parlava molto. E penso che pure lui se lo aspettasse, o almeno questa era la sensazione immediata di noi più stretti collaboratori”. Tanto che Gottardi, la sera prima della partenza per Roma, gli disse: “Eminenza, ho paura che la perdiamo”. In Vaticano, la mattina dopo l’elezione, ecco un nuovo incontro tra i due. “Ebbi un sussulto – racconta il vescovo emerito -; mi buttai in ginocchio ai suoi piedi, piangendo e lui mi riprese simpaticamente: Monsignore, non hanno mica fatto Papa lei!”.

Circa il governo della Chiesa da parte di Giovanni XXIII il monsignore veneziano concorda sul fatto che egli certamente “non poteva limitarsi all’andamento quotidiano della Curia romana, di cui del resto sapeva anche molto poco”. Non era uomo di rottura, Angelo Roncalli, ma “metteva, come posso dire… un lievito nelle persone e nelle cose da cui poi derivava, da sé, una situazione nuova”. Era questo lo spirito – assicura - che animava ogni sua operazione pastorale.