di Antonio Belmonte*
In merito alle recenti polemiche sollevate dalla decisione del Vescovo Suetta a Sanremo, sento il dovere, a nome dell'Associazione Giorgio La Pira di Cosenza, di offrire una riflessione che rimetta al centro il valore del pluralismo e della sacralità della vita.
Il rispetto dei ruoli e l'autonomia della Chiesa
Viviamo in una società che giustamente rivendica il concetto di autodeterminazione, un principio che appartiene alla sfera delle scelte civili e legislative. Tuttavia, l'autodeterminazione non può e non deve diventare un pretesto per silenziare la missione spirituale e sociale della Chiesa.
Ognuno ha il proprio ruolo: se lo Stato tutela dei percorsi attraverso la legge, la Chiesa ha il compito imprescindibile di custodire e testimoniare la dimensione trascendente dell'esistenza. Pertanto, riteniamo che non si debba interferire nelle decisioni della comunità ecclesiale, la quale gode di una propria legittima autonomia nel proporre segni e simboli che parlino alla coscienza dei fedeli e del mondo.
Un rintocco per la vita
La "Campana dei Bimbi mai Nati" non deve essere letta come un atto di stigmatizzazione, ma come un richiamo d'amore. Essa continuerà a suonare perché in quel rintocco scorgiamo la voce di Dio stesso. È un suono che non giudica, ma ricorda a tutti noi quanto sia sacra la vita, in ogni sua fase, a partire dal primo istante del concepimento.
Il compito di una comunità cristiana, ispirandoci anche al magistero di Giorgio La Pira, è quello di essere "sentinella" del valore umano. Difendere la vita non significa calpestare i diritti altrui, ma offrire una testimonianza alta e necessaria sulla dignità di ogni creatura. Il suono di quella campana è un invito alla riflessione e alla preghiera per ciò che di più prezioso abbiamo ricevuto in dono.

*Associazione Giorgio La Pira - Cosenza.


























