di Tommaso Stenico

 

La figura di San Francesco d'Assisi continua ad affascinare il mondo otto secoli dopo la sua morte, poiché contemplare la sua vita è sempre un invito a riscoprire il Vangelo in tutto il suo significato radicale. Il prossimo 3 ottobre, al tramonto, ricorreranno otto secoli dalla sua scomparsa: da qui il significato dell'Anno Giubilare istituito da Papa Leone XIV.

Gli anni giubilari hanno una lunga tradizione nella Chiesa cattolica, come abbiamo ricordato in occasione del Giubileo del MMXXV. Sono periodi speciali di grazia, conversione e rinnovamento spirituale. Quando sono dedicati a un santo, invitano i fedeli ad approfondire la sua eredità spirituale e a lasciarsi ispirare dal suo esempio.

Nel caso di San Francesco, questo anno giubilare rappresenta un'occasione privilegiata, sia per i credenti che per i non credenti, per riscoprire la forza della sua testimonianza: una vita radicalmente evangelica, contraddistinta da povertà, fraternità universale e amore per tutto il creato.

San Francesco nacque intorno al 1181 o 1182 nella città di Assisi, in una famiglia benestante. Suo padre era un ricco mercante di tessuti e, da giovane, Francesco condusse una vita spensierata, sognando la gloria cavalleresca. Tuttavia, la sua vita cambiò profondamente dopo un'esperienza spirituale che lo portò ad ascoltare una chiamata interiore a seguire radicalmente Gesù Cristo. Rinunciò gradualmente alle ricchezze familiari e scelse di vivere in povertà, dedicandosi alla preghiera, al servizio dei poveri e alla ricostruzione spirituale della Chiesa.

Lo stile di vita di Francesco attrasse molti altri uomini che desideravano vivere secondo il Vangelo. Nacque così l'ordine francescano, una fraternità fondata sulla povertà, la fraternità e la predicazione semplice. Nel corso del tempo, si formarono anche un ordine femminile ispirato a Santa Chiara d'Assisi e un movimento laicale noto come Terz'Ordine.

Una delle caratteristiche più note di San Francesco è il suo profondo amore per la natura. Considerava tutte le creature come fratelli e sorelle, una spiritualità magistralmente espressa nel suo celebre Cantico delle Creature. Questa visione lo rende una figura chiave nel dialogo odierno tra spiritualità ed ecologia. Il suo atteggiamento pacifico lo portò anche a compiere gesti sorprendenti, come l'incontro con il sultano durante le Crociate, segno di dialogo e rispetto tra le religioni.

L'anno giubilare dedicato alla Santo di Assisi è dunque molto più di una commemorazione storica: è un invito a ritornare all'essenza del Vangelo di Gesù e a riscoprire la gioia di una vita vissuta con umiltà, pace e amore universale.