La destra, più o meno vicina ai vecchi retaggi del Novecento, incardina ancora la sua visione del mondo e in parte la sua fortuna elettorale nel motto “legge e ordine”. La sua base elettorale, i suoi supporter social e i diversi capi partito sognano uno Stato “inflessibile”, in grado di garantire la perfetta legalità imponendo leggi chiare, magari anche dure, unite ad un controllo ferreo della loro applicazione.

È diventato così molto interessante, durante la pandemia, leggere sui social le opinioni di questo popolo di destra che, commentando l’attualità, ha via via fatto trasparire un’insofferenza fortissima e crescente alle regole che lo Stato ha introdotto per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Certamente viviamo in un momento storico eccezionale, ma questa circostanza emergenziale non fa che aumentare il paradosso di un sempre più vasto elettorato di destra, giovane e vecchio, largamente insofferente alle regole. Tuttavia l’idea del governo “forte”, dell’uomo (o della donna) “forte”, che detta regole, comportamenti, divieti, prescrizioni, è alla base della concezione della società propugnata dalla destra politica, oggi come ieri.

Gli stessi che reclamano il rispetto rigorosissimo delle leggi, gli stessi che molto spesso ammirano leader autoritari in giro per il mondo, come il presidente Vladimir Putin in Russia, sono gli stessi che contestano aspramente le regole – giuste o sbagliate che siano - che lo Stato ci sta imponendo (sognate il “pugno duro” e non sopportate di mettervi una mascherina in panno?).

Quando dunque lo Stato, a partire dal Governo centrale fino alla polizia locale, fa concretamente sentire la sua forza coattiva – ovvero quella che ti obbliga ad un determinato comportamento – improvvisamente la platea dei sostenitori della destra securitaria si trasforma in una platea di indignati anarco-liberali.

E se la destra-destra andasse al governo domani mattina?

Questi ammiratori che da destra rimpiangono lo Stato “forte”, sogneranno ancora uno Stato modellato su ferrei principii “legge e ordine”?

Gi.2doc