Democrazia imperiale




Per fare la guerra bisogna essere in due. Se uno fa la guerra da solo, è un invasore. L’invaso ha il diritto di opporsi oppure cedere all’invasore? La risposta unanime è che deve opporsi.

L’invasore combatte in un territorio non suo di cui cerca di appropriarsi. L’invaso può reagire bombardando il territorio dell’invasore? Se può farlo, sarebbe logico. In Ucraina no. Non può farlo, perché sennò la Russia si dispiace e potrebbe reagire malissimo. Come? Intensificando le distruzioni che sta facendo in Ucraina da più di tre mesi.

La Russia lancia missili su Kiev da aerei a 1.500 km di distanza. Gli Ucraini non devono rispondere con l’artiglieria se non a ottanta km. Se avessero i mezzi necessari, potrebbero abbattere quegli aerei che sparano missili dal mar Caspio? Pare di no. Guai a toccare il territorio russo. È sacro, quello ucraino no. Sono stupidaggini, ma tutti sembrano d’accordo.

I Russi hanno il dominio del cielo perché l’aeronautica ucraina è stata distrutta. In compenso, gli elicotteri russi cadono come le mosche abbattuti dagli javel sparati da un singolo uomo e la stessa cosa succede agli aerei russi con la contraerea ucraina. Allora, si può volare sul Baltico o sul mar Caspio e bombardare tranquillamente l’Ucraina. A mille o duemila km di distanza gli Ucraini non possono arrivare.

Come può resistere l’Ucraina all’invasore? Combattendo. Per combattere necessita di armi, magari migliori e più efficienti di quelle russe. Se non le ha, forse gliele può fornire chi ha un’irresistibile simpatia per l'Ucraina. Ai Russi non sta bene. Se si forniscono le armi all'Ucraina, si è cobelligeranti contro la Russia e si prolunga il conflitto. 

Nella guerra di Spagna, Tedeschi e Italiani aiutarono Franco che si era ribellato al legittimo governo di Madrid e la Russia, invece, aiutò il governo repubblicano.  Nessuno si lamentò del fatto che la fornitura di armi e la presenza di soldati (legionari) stranieri in Spagna potevano allungare il conflitto.

Nella 1° e poi nella 2° guerra mondiale, gli Stati Uniti, prima di parteciparvi anche lori, rifornirono di armi l’Inghilterra e la Russia. Nessuno pensò che così si prolungava il conflitto contro Hitler. 

Nell’Europa occupata dai nazisti ci furono movimenti di resistenza contro i Tedeschi. Gli aerei alleati rifornirono di armi e di consiglieri i partigiani antifascisti. Allungavano la guerra o acceleravano la sconfitta di Hitler?

Fornire le armi a una parte belligerante è solo una scelta di campo. Non si entra in guerra con una partita commerciale di carri armati. Putin minaccia sfracelli se continuano le forniture di armi all’Ucraina da parte dell’Occidente. Dal suo punto di vista ha ragione. Gli impediscono di procedere velocemente all’occupazione di un territorio non suo.

La stragrande maggioranza dei Paesi membri delle Nazioni Unite ha condannato la Federazione russa per aver violato il diritto internazionale. Anche la Corte di Giustizia internazionale dice la stessa cosa, ma a Putin tutto ciò non interessa. Primo: la Russia non è in guerra con nessuno ed è amante della pace, secondo: il suo esercito ha la benedizione di Dio, secondo il Patriarca di Mosca, terzo, e definitivo, ha l’atomica in tasca, e tutti tremano.

Può usare i missili a testata nucleare contro l’Ucraina? Certamente sì, anche se dopo governerebbe su un regno di morti. Può usare le armi nucleari contro l’Occidente? Forse, ma incenerirebbe anche la Russia. Il deterrente nucleare ha due facce: la morte loro e la morte nostra. Ne vale la pena per poche miglia quadrate di Donbass?

Dicono i pacifisti nostrani e no: la pace ad ogni costo. Anche sulla pelle dell'Ucraina? Qui, nessuno risponde. Tradotto dal pacifico al concreto, significa: l’Ucraina si deve arrendere. Ovviamente, questo va bene ai Russi che, invece, sono più seri, intensificano i bombardamenti e l’offensiva. Dopo più di tre mesi hanno fretta di concludere. L’Ucraina è costosa (pare 700 milioni di dollari il giorno).

Per fare la pace occorre essere almeno in due: l’invasore e l’invaso. L’invasore non ci pensa per niente. Infatti, non è in guerra, ma sta solo facendo un’operazione speciale in un territorio che appartiene a un altro Stato, in nome della democrazia e dell’antifascismo, cosa di cui il mondo libero dovrebbe essere grato alla Russia. Per l’intanto, quattro o cinque milioni di nazifascisti e razzisti ucraini sono emigrati in Europa. Non c’è che dire, la prossima Ucraina sarà una democrazia antifascista, anti razzista, anti NATO, ma partecipata (dai Russi).

La Costituzione italiana ripudia la guerra, ma non proibisce la fabbricazione, la vendita o la fornitura di armi a chicchessia. Non si preoccupa neppure di distinguere fra armi di offesa e armi di difesa, anche perché la distinzione è troppo sottile e, giuridicamente, non ha senso.

È voce comune che Putin abbia perso la guerra. Non è vero, la sta vincendo, minacciando l’impiego di armi terribili sull’Occidente se continua a supportare la difesa ucraina. Intanto, avanza. Forse impiegherà qualche mese o qualche anno in più dei tre o quattro giorni preventivati per fare dell’Ucraina la Bielorussia n. 2, ma certamente non sta perdendo.

Abbattuta la difesa ucraina, nell’impotenza dell’Occidente, toccherà alla Moldavia, con la sua Trasnistria filorussa. E poi? Si accettano scommesse. Alle frontiere della NATO il gioco si farà durissimo. Prolungare la guerra significa stremare la Russia (e l’Ucraina). Questo può convenire all’Occidente e a tutti quelli che non amano la Russia imperial-democratica di Putin (anche ai Cinesi), ma non conviene all’Europa.

La Russia è un Paese povero, da terzo mondo, con un esercito grande e minaccioso, un’economia in dissesto e una grande povertà diffusa. Ha il PIL della Bulgaria con 7 milioni di abitanti contro i 157 della Federazione russa. Uno statista avveduto e scaltro come Putin potrebbe spendere meglio i suoi soldi per la popolazione piuttosto che per un esercito che non ha dato brillanti prove di efficienza. Ma lui vuole il Donbass, a tutti costi.

Noi, l’Italia, l’Unione europea, gli Stati Uniti, l’Occidente tutto, che vogliamo? Non si sa, ma intanto ne paghiamo i costi.  Medvedev oggi sostiene che siamo tutti bastardi, ci odia e vorrebbe eliminarci dalla faccia della terra. Come programma politico non è male.

 

Stelio Venceslai