Sono da poco reduce dalla campagna elettorale nelle Marche perché oltre a Presiedere il Comitato Iniziative Popolare, il quale al suo interno ha diverse espressioni politiche, da quelle Popolari Democratiche Cristiane, a quelle Liberali, Socialiste, Repubblicane e Riformiste ma anche di altre aree provenienti da destra, centro e sinistra le quali vogliono un sistema più democratico e rappresentativo, il mio impegno e ruolo al di fuori del suddetto comitato è anche quello di Coordinatore del Movimento Nazionale Iniziative Popolari e a livello locale Coordinatore della Provincia di Macerata di Base Popolare.
Su questo ultimo aspetto alle elezioni Regionali delle Marche da poco concluse, ho dato il mio impegno come candidato di Base Popolare Marche nella lista di Forza Italia.
L’esito delle elezioni che ha visto vincere la coalizione con cui siamo alleati ed un buon risultato della lista, divenendo seconda forza di maggioranza, mi ha fatto nuovamente rafforzare e sperimentare l’importanza delle preferenze in una competizione elettorale a prescindere dal risultato.
Infatti, se pur il mio risultato complessivamente non è stato del tutto sufficiente ad ambire all’assise Regionale, ho potuto verificare il mio peso a livello cittadino, Macerata, con risultati personali ormai consolidati nel tempo che mi rendono orgoglioso e responsabile per la fiducia accordata e decisamente meno sufficienti invece a livello Provinciale dove al di la delle mie preferenze personali, non ho avuto ulteriori spunti tali da rafforzare il mio peso elettorale complessivo.
Ho voluto portare questa esperienza per evidenziare ancora una volta l’importanza di avere le preferenze in una legge elettorale.
Come detto in precedenza il Comitato che ha una natura aperta e traversale alle diverse storie e culture politiche, si sono proposte due legge d’iniziativa popolare già depositate in Cassazione e attive per la raccolta delle 50.000 firme utili alla loro presentazione alle Camere.
Le due proposte, una di riforma Costituzionale , il Cancellierato e l’altra di natura ordinaria con la legge elettorale proporzionale con preferenze, fa emergere l’impegno volto a ridare anche a livello nazionale quella rappresentanza necessaria affinché ci sia nuovamente una omogeneità nelle leggi elettorali.
Infatti, risulta alquanto inverosimile che a livello locale, Regionale ed Europeo si possano esprimere le Preferenze e a livello Nazionale no.
Questa anomalia, rende monco il sistema e la filiera di rapporto elettore ed eletto proprio nell’assise nazionale, che mette in relazione, Regione ed Europa.
Pertanto risulta asimmetrica la possibilità di crescita di una classe dirigente che a livello locale si misura fino alle Regionali, chiedendo la preferenza ed avendo un rapporto diretto con il suo elettorato e lo si ripropone a livello Europeo mentre al Nazionale, questo rapporto si interrompe per dare spazio a logiche vicine alle segreterie di partito e molto spesso a chi compone le liste.
Infatti se avere delle preferenze oggi è difficile specie in un momento negativo per la politica e con un 50% di elettorato che non vota e l’atro 50% diviso dalle forze in campo, rimane incredibilmente più semplice a livello Nazionale essere eletti, dove invece basta essere in una posizione apicale nella lista, specie in quelle forti per far scattare il seggio in Parlamento quasi automaticamente.
Una anomalia deleteria, che ha nel tempo contribuito non solo alla mancanza di rappresentanza e quindi vicinanza diretta con il territorio ed i cittadini, ma ad un cortocircuito anche nei partiti o movimenti, i quali si trovano ad avere due pesi e due misure nella governance del proprio partito e della crescita della propria calasse dirigente nei territori>>.
Orioli spiega << il 50% degli elettori non vota più e questo riguarda anche l’offerta politica probabilmente non soddisfacente, la disaffezione ed anche una campagna denigratoria nei confronti della politica, ma anche una gestione deludente della politica e dei politici protratta nel tempo in questi ultimi decenni; in questa commistione di aspetti, di certo, non fa bene al paese ne alla salute della nostra democrazia e rappresentanza>>.
In conclusione Orioli indica << La mia esperienza a prescindere dall’esito elettorale mi conferma ancora una volta l’importanza delle preferenze in una competizione elettorale e per tali ragioni dobbiamo raccogliere più firme possibili per le nostre 2 LIP leggi d’iniziativa popolare, che nel loro complesso riformerebbero il paese rafforzando rappresentatività, governance e democrazia.
Pertanto il mio invito è di visitare la pagina https://comitatoiniziativepopolari.it/ dove è possibile leggere le due Lip e firmarle>>.



























