Il fallimento delle strategie della sinistra cattolica

Chi mi conosce, se non per la mia militanza democratica cristiana mai venuta meno, da quanto da me pubblicato nel sito:www.gabrielecantelli.it non può certamente annoverarmi fra i sostenitori dell'estremismo di destra e del sovranismo e populismo della Lega, quando i miei interventi sono sempre a quei cattolici, sempre in tutt'altre faccende affacendati, incapaci di riconoscere le responsabilità politiche condotto alla situazione attuale dove la Chiesa, rivendica il ruolo dell'ospedale da campo.

Cattolici incapaci di riconoscere nell'ostentato populismo sovranismo “targato Salvini prima della conversione europeista” l'alibi per quella scelta di campo a sinistra perseguita dalla sinistra cattolica presente nella D.C fin dai tempi della guida dossettiana, divenuta in questi ultimi anni l'orientamento prevalente del Magistero della Chiesa cattolica per una traduzione classista della attenzione alle povertà ai primi posti nella gerarchica dei valori evangelici.

Quello che diviene difficile sorvolare è l'assordante silenzio del professor Zamagni designato da Papa Bergoglio a guidare la Pontificia Accademia delle Scienze sociali fra i più autorevoli promotori di INSIEME, che, dopo aver constatato la mancata presenza di una rappresentanza cattolica nella nuova Giunta emiliano romagnola, aveva dichiarato: «abbiamo contribuito anche noi alla vittoria di Bonaccini, ma non ci ha riconosciuto nulla». « ….Nel 2021 correremo con una nostra lista», per le amministrative bolognesi».

Lo spegnimento non tanto della reazione del professor Zamagni e di ogni segno di vita di INSIEME nella attuale fase preparatoria delle elezioni amministrative di Bologna ci autorizza a rilevare di quale considerazione godano i cattolici richiamati all'impegno politico, particolarmente nel centenario dell'appello ai Liberi e Forti del PPI di Don Sturzo, se non quella di una sorta di massa di manovra da mobilitare in funzione della strategia del Magistero e in particolare della Conferenza Episcopale Italiana.

Quella Organizzazione episcopale che dalla presidenza Ruini in poi è giunta a fare della diaspora democristiana una sorta di avvenimento liberatorio per l'assunzione diretta da parte del Magistero della rappresentanza politica dei cattolici per le questioni riguardanti i valori non negoziabili e, nel contempo, la possibilità di quell'incontro della sinistra cattolica con quella marxista del quale la DC di De Gasperi avava rappresentato un ostacolo a una più chiara g interpretazione della conclusione conciliare chiave pauperista.

Ii vento in poppa e la benedizione al varo, erano propizi alla navigazione dei cattolici verso il PD che avrebbe segnato, con il trionfo di Renzi alle primarie, il raggiungimento della meta agognata di quei cattolici che, avendo preteso l'iscrizione alla DC a condizione della discontinuità dalla sua storia, erano portatori della stessa pretesa nelle sedi colme di ricordi di una origine marxista che della continuità fa una elemento fondamentale al percorso progressista.

E' pertanto nelle sedi delle sezioni PD (ex P.C.I.), pagate principalmente col sudore degli attivisti alle feste de L'Unità, che la strategia della sinistra cattolica ha segnato il suo naufragio, l'esito scontato di una unificazione impossibile per la diversità di riferimenti ideali di correnti che giocano allo scavalco per acquisire la maggioranza nel partito.

Un annunciato fallimento di cui l'assunzione della segreteria da parte di Letta, nella lunga tradizione dei partiti di sinistra, costituisce l'ennesimo tentativo cambiare fisionomia e progetto politico attribuendo alle responsabilità ai predecessori dell'inconciliabilità delle concezioni a partire da quella della natura umana e del matrimonio. La dichiarazione del segretario che il PD voterà il testo della Zan così com’è basta a dimostrare quale sia il ruolo dei “cattolici adulti” all'interno di quel partito.

Pure quel Magistero che aveva salutato la fine dell'esperienza democratica cristiana come fatto liberatorio da una presenza cattolica indipendente sul piano organizzativo e programmatico, tanto da opporsi alla “operazione Sturzo che la avrebbe voluta alleata del MSI, dopo la nota Vaticana che propone la riformulazione della proposta di legge Zan, che nella stesura attuale metterebbe in discussione la stessa libertà di pensiero dei cattolici e delle loro stesse realtà associative, dietro l'accusa di ingerenza nella libera espressione del Parlamento italiano vede naufragare la strategia che la avrebbe voluta consigliera ascoltata da un governo amico.

Quale il futuro del professor Zamagni ritornato al ruolo di studioso di fiducia di un processo di cambiamento che renda l’economia di oggi e di domani più giusta, fraterna, inclusiva e sostenibile, e della creatura INSIEME, attualmente riposta con le sardine in un congelatore, quale la risposta di religiosi e laici appaiono assuefatti a un sistema di potere in grado di disperdere, attraverso la stessa programmazione del territorio, le ragioni di un pluralismo fondamentale alla crescita della dignità personale per la costituzione di comunità vive frutto di una partecipazione consapevole ?

Gabriele Cantelli