La parola diritto – lamenta Cristiano Urbani, un lettore de La Verità – ha perso tutto il suo significato ed è diventata sinonimo di arbitrio e di egoismo”. In effetti occorrebbe ricordare che accanto ai diritti devono starci i doveri, che ai diritti autentici si affiancano spesso quelli farlocchi e che a volte i diritti civili sembrano piuttosto, a ben guardare, diritti incivili.

Per fare un po’di chiarezza riprendiamo in mano la Dichiarazione dell’episcopato francese circa l’interruzione della maternità (1970), ospitata nella collana “Attualità pastorale” della diocesi di Trento ed offerta nella traduzione fornita dall’Osservatore Romano.

La regola della condotta morale – vi apprendiamo – non dipende dal legislatore, e in effetti la coscienza cristiana denuncia l’aborto come assolutamente contrario alla ragione. “Su questo punto – affermano i presuli francesi - la Tradizione cristiana è chiara, ferma e costante”. La vita umana non appartiene ad altri, nemmeno ai genitori o (tantomeno) allo Stato, e neppure a se stessa.

Ancora, in quel documento, si parlava di “minorati”, termine non più accettato dal politicamente corretto e, difatti, scomparso da tempo dall’uso corrente a vantaggio di termini quali “handicappati”, “disabili” e, quindi, “diversamente abili”. Ma “gli occhi dei minorati – osservava Jean Vanier – sono spesso chiari e puri”. Dunque “perché respingere i loro occhi chiari e puri”?

Se lo chiedono anche quelli del Centro di aiuto alla vita di Riva del Garda, che nei giorni scorsi hanno provveduto al rinnovo delle cariche sociali. ll direttivo, eletto dall’assemblea dei soci il 15 marzo, rimarrà in carica nel triennio 2023-2025, con Mirta Romani presidente e Massimiliana Covati vicepresidente. Revisore dei conti è stato nominato Francesco Speranza, segretaria Flavia Marcomin, cassiere Marinella Cavalletti e consigliere Cristina Civettini. Addetto stampa e incaricato dei rapporti con il Movimento per la Vita è un promettente pubblicista di cui, in questo momento, ci sfugge il nome.

 

di Ruggero Morghen