Il manifesto sul disarmo nucleare, fortemente sostenuto dalla DC di Roma, adesso è mozione al Senato

 

 

Esprimiamo compiacimento per l’iniziativa messa in atto dai senatori Binetti, Gasparri, Gallone, Perosino, Rizzoli, Vono, Papatheu, Giammanco, Stabile, con la mozione allegata. 

Un solido segno di speranza che da il senso di come, con inimmaginabile rapidità, ha fatto breccia, nei cuori e nelle intelligenze dei nostri rappresentanti politici, la vibrante richiesta di disarmo nucleare promossa da Giuseppe Rotunno, presidente di Civiltà dell’Amore, formulata a conclusione del Seminario dell’11 febbraio scorso svoltosi nello spazio-Europa, presso la sede romana della Commissione Europea. 

Quel manifesto, che ha ben concentrato le ragioni culturali, umane ed etiche di così urgente richiesta rivolta all’Unione Europea perché assuma un ruolo cruciale e propositivo per far ripartire, subitaneamente, quel processo di disarmo nucleare avviato con il primo smantellamento graduale a seguito dell’accordo “Megatons to Megawatt”, siglato da Reagan e Gorbachev, vuole essere il segno tangibile del profondo ed ineludibile rispetto, oltre che di amore, per l’umanità tutta, che i Cristiani avvertono come dovere e valore incommensurabile. 

Ogni comunità statuale che ha scelto di essere guidata dai valori universali della Democrazia e dello Stato di diritto, e tesa al bene comune, non può restare inerte, mentre si intreccia quotidianamente, senza confini, nella interdipendenza degli infiniti rapporti umani, sociali, economici e politici, l’esigenza ineludibile di un comune presidio dei diritti umani, delle libertà, della solidarietà e della giustizia sociale. 

Ancor più in questo momento, davanti alla insensatezza di un'aggressione militare contro un popolo che ha scelto di condividere Valori e Principi universali dell'Occidente e ad una immanente minaccia nucleare. 

Ecco, di seguito, il testo, Atto n. 1-00470, Pubblicato il 16 marzo 2022, nella seduta n. 414, a firma dei Senatori, Binetti, Gasparri, Gallone, Perosino, Rizzoli, Vono, Papatheu, Giammanco, Stabile: 

 

 

IL SENATO

premesso che: 

è sotto gli occhi di tutti il fatto che l'Europa rischia ogni giorno di più la temutissima terza guerra mondiale. Nel secolo appena concluso, ci sono state ben due guerre mondiali che, a distanza di pochi anni l'una dall'altra, non più di venti, hanno fatto milioni di vittime sul nostro continente. Questa volta la guerra potrebbe scatenarsi per lo scontro delle potenze nucleari presenti in Europa e nei Paesi confinanti; ed è facile allora immaginare quale ecatombe si rischi tutti indistintamente; 

proprio per questo si ritiene necessario che la UE, in questa drammatica guerra tra Russia e Ucraina, che rappresenta una minaccia per tutti e un potenziale principio di terza guerra mondiale, apra urgentemente un tavolo di dialogo delle superpotenze per il disarmo nucleare e sostenga la necessità di una conversione dell'energia nucleare degli ordigni di guerra in energia utile per la vita sociale ed economica di tutta l'Europa, in particolare nei Paesi poveri, promuovendo concreti progetti di pace e di sviluppo integrale; 

circa 60 anni fa, concretamente l'11 aprile 1963, papa Giovanni XXIII nella sua ultima enciclica "Pacem in terris", affermava: "Le comunità politiche, le une rispetto alle altre, sono soggetti di diritti e di doveri; per cui anche i loro rapporti vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante, nella libertà. La stessa legge

morale, che regola i rapporti fra i singoli esseri umani, regola pure i rapporti tra le rispettive comunità politiche"; 

il presente appello mostra la piena adesione di tutti i cristiani, ma non solo dei cristiani, alle accorate preghiere per la pace, che papa Francesco chiede, e che rivolge in particolare all'Unione europea, per chiederne la sottoscrizione da parte di tutta la società civile, estendendo l'invito al mondo intero; 

i cristiani impegnati in politica, davanti alla minaccia di una possibile guerra atomica, ritengono indifferibile ed immediato un nuovo e totale disarmo nucleare. Nello spirito della cultura, che in politica ha guidato la ricostruzione dell'Italia dopo la II guerra mondiale e ha contribuito in modo significativo a fondare l'Unione europea, riaffermano il ripudio della guerra nel mondo intero; 

i cristiani impegnati in politica chiedono alla Russia che desista immediatamente dal proseguire nelle operazioni militari, in modo da risparmiare tante vite umane e dare la possibilità alla nazione ucraina di concentrare tutto il suo sforzo difensivo nel negoziato di pace e nella ricostruzione di un Paese colpito nei suoi punti nevralgici. Allo stato attuale delle cose, solo avviando un'immediata inversione di rotta si potrà evitare l'immanente rischio di guerra nucleare e una possibile ecatombe dell'umanità, resa verosimile dalle recenti minacce di Putin; 

è necessario compiere ogni possibile sforzo diplomatico per promuovere progetti di pace e di sviluppo dei popoli, per cui risulta indifferibile l'esigenza di un processo di ridimensionamento della corsa agli armamenti e la conversione degli arsenali nucleari in impieghi di pace, con la rinuncia definitiva agli armamenti chimici e batteriologici di ogni tipo; 

l'Unione europea deve assumere il ruolo di promotore mondiale di pace, proponendo, da subito, l'avvio di un progressivo disarmo nucleare globale, a cominciare dalle potenze che si confrontano sul nostro continente, per evitare in ogni modo il rischio di una terza guerra mondiale. L'apocalisse nucleare può avvenire in qualunque prossimo frangente: solo con il disarmo e con l'effettiva riconversione delle armi nucleari in energia di pace, si potrebbe rimuovere definitivamente questa incombente minaccia; 

la UE dovrebbe portare il conseguente piano di disarmo nucleare già nella prossima conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), la decima, affinché sia tenuto in debita considerazione nelle conferenze sul disarmo. Il TPN è un trattato internazionale sulle armi nucleari che si basa su tre principi: disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare; 

la conversione degli arsenali nucleari può avvenire secondo quanto già ampiamente realizzato con successo con l'eliminazione delle prime 20.000 testate nucleari nel piano Usa-Russia "Megatons to Megawatts", in modo che le risorse risparmiate e gli utili prodotti possano favorire lo sviluppo sostenibile anche nei Paesi poveri, come evidenziato dalle analisi economiche al riguardo; 

considerato che i principi esposti sono stati condivisi anche da tutti i comitati cristiani, che fanno riferimento al Comitato per una civiltà dell'amore ("nuclearforpeace"), 

impegna il Governo

1) a formalizzare richiesta alla UE affinché si istituzionalizzi quanto prima il "tavolo di lavoro permanente sul disarmo nucleare", in osservanza dell'art. VI del TNP, che richiede non solo l'accordo progressivo dei Paesi nucleari, ma anche degli altri, onde evitare la proliferazione delle armi atomiche;

2) ad assumere iniziative volte a inserire nell'agenda dei lavori della suddetta conferenza la conversione degli arsenali nucleari in risorse a beneficio di tutti e, in particolare, dei Paesi in via di sviluppo”. 

 

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Ed ecco il documento congiunto dei Cristiani in politica che ha come primo firmatario la DC di Roma: 

 

COMUNICATO STAMPA DEI CRISTIANI IN POLITICA

I Cristiani impegnati in politica, davanti alla guerra atomica che si prepara nel mondo: Ritengono indifferibile ed immediato un nuovo e totale Disarmo nucleare. Riaffermano, nello spirito di quella cultura Cristiana, che in politica seppe guidare la ricostruzione dell’Italia dalla II Guerra Mondiale e co-fondato l’Unione Europea per debellare altre guerre fratricide dal nostro Continente, il ripudio della guerra, a partire dall’Italia e dalla Unione Europea, così come in tutti i quadranti continentali del nostro pianeta. Chiedono alla Russia, quale paese occupante, se vuol dare credibilità al tavolo di mediazione in corso, che desista immediatamente dal proseguire nelle operazioni militari in modo da risparmiare tante vite umane e dare la possibilità alla nazione Ucraina di concentrare tutto il suo sforzo difensivo nel negoziato, da proseguire in paese neutrale e terzo. 

Considerano ineludibile il fatto che le Istituzioni Italiane e dell’Unione Europea avviino prontamente un tavolo comune, per l’immediata approvazione di un nuovo piano di Disarmo bilanciato degli arsenali nucleari. 

Reputano, allo stato delle cose, essere di tutta evidenza il fatto che solo avviando un’immediata inversione di rotta potremo evitare l’immanente rischio di guerra nucleare e l’ecatombe dell’Umanita’ che le recenti minacce di Putin hanno reso ancora più verosimile. Valutano, come oramai indifferibile, l’urgenza di rappresentare, in tutte le sedi Italiane, Europee e Internazionali, l’esigenza di un immediato processo di forte ridimensionamento della corsa agli armamenti convenzionali, così come la conversione degli arsenali nucleari in impieghi di pace e la destrutturazione degli armamenti chimici e batteriologici di ogni tipo, accompagnato da ogni sforzo diplomatico congiunto indirizzato a promuovere progetti di pace e di sviluppo dei popoli. 

 

Per queste ragioni

nel propiziare e sostenere fortemente questo appello alla Pace e al ripudio di ogni ricorso allo strumento bellico, sia esso armamento convenzionale o nucleare, si rendono partecipi a ogni Iniziativa di Pace in Italia e in Europa, a cominciare dai momenti di preghiera comune, per scongiurare una Terza Guerra Mondiale. 

Roma,1.03.2022. 

 

Auspichiamo che l’iniziativa parlamentare dei nove senatori proponenti, prima firmataria la senatrice Paola Binetti, espressa nella mozione allegata, che ha preso spunto dai citati documenti proposti da Civiltà dell’Amore, in sinergia con la DC della sezione di Roma, trovi rapido accoglimento da parte delle Istituzioni.

Luigi Rapisarda