Partecipato dibattito sulla giustizia a Rovereto

 

Qualificato pubblico a Rovereto, nella sala degli Specchi di casa Rosmini, per la conferenza dibattito ''Una Giustizia Giusta” promossa dalla sezione trentina della Democrazia Cristiana in vista del referendum del 12 giugno prossimo. Come noto la consultazione referendaria si propone l'abrogazione di norme contenute nella legislazione nazionale inerenti incandidabilità, misure cautelari, elezione dei consigli giudiziari, Separazione delle funzioni dei magistrati, ed elezione del CSM, Consiglio Superiore della Magistratura.

A relazionare sulla delicata materia due avvocati cassazionisti: Luigi Rapisarda del Foro Penale di Roma, referente nazionale del settore Giustizia della Democrazia Cristiana, e l' avvocato Giuliano Valer, penalista del Foro di Trento, dottore di ricerca presso università di Trento in diritto e processo penale nonchè vicepresidente della Camera Penale di Trento. 

Il dibattito, introdotto dal sen. Renzo Gubert, presidente nazionale della Democrazia Cristiana (e moderato dal direttore di Giornale SENTIRE, Corona Perer) ha offerto una accurata disamina dei 5 quesiti.

Entrambi i relatori hanno posto in luce che al di là della loro capziosa e pressochè incomprensibile formulazione (dal punto di vista del cittadino), i quesiti referendari vanno ad incidere su un tema che in Italia è sempre stato vivo e irrisolto. Innegabile anche il pressochè totale disinteresse verso la materia, soprattutto da parte degli organi di informazione (la Rai è stata persino oggetto di un richiamo a svolgere il suo compito di servizio pubblico) ed è stato evidenziato, pur partendo da diversi presupposti, che porre un “SI” nella scheda elettorale andrà ad incidere positivamente su aspetti niente affatto secondari, che da anni attendono una soluzione, nelle more di una riforma che, benchè abbozzata dalla stessa Ministra Cartabia, è stata sempre rinviata dai governi degli ultimi anni.

L'avvocato Luigi Rapisarda, dopo aver dettagliatamente illustrato i quesiti ha sottolineato che la “Magistratura è un pilastro della società civile ed esprime un potere del quale i cittadini devono avere fiducia”, mentre l'avvocato Giuliano Valer ha evidenziato come i 5 quesiti tocchino tasti roventi. “... legati da un filo rosso che riguarda il potere del magistrato, la verità obiettivo ultimo di ogni atto di giustizia, il discernimento del magistrato, il giudizio e soprattutto l'indipendenza dei Magistrati”.

Durante la qualificata disamina si è entrati nel dettaglio di questioni topiche come ad esempio la valutazione dell'operato di un magistrato, come oggi venga giudicato, con quali strumenti e con quali conseguenze, e grazie ai due relatori si è potuto aprire uno squarcio sulle qualità del giudizio, sui requisiti del buon magistrato e sulle professioni in magistratura (cosa faccia e cosa sia un bravo Pm che indaga e cosa faccia di un uomo un buon Giudice).

La cornice dell'incontro a Casa Rosmini, culla del filosofo che sulla Giustizia ebbe molto a scrivere (i primi 11 articoli della Costituzione Italiana sono intrisi del pensiero rosminiano formulato nei tomi di Filosofia del diritto) ha permesso di alzare lo sguardo anche verso la Filosofia del Diritto. A tal proposito il Rettore della Casa Natale, padre Vito Nardin, ha ricordato quanto Rosmini ebbe a dire: “la persona è in sè diritto sussistente”. E lo stato dovrebbe sempre essere al servizio della persona”.

 


 
Vito Berté