di Ettore Bonalberti
In un articolo del 9 luglio scorso (https://www.ilpopolo.cloud/politica/2141-i-cavazzoniani-dei-nostri-giorni.html) scrissi dei “cavazzoniani dei nostri giorni”, con riferimento a quegli amici già democratico cristiani che o avevano votato per il centro destra nel 2023 o erano apertamente sostenitori del governo del trio Meloni-Salvini-Taiani.
Alla vigilia del voto decisivo in Parlamento per la modifica della legge elettorale, con una delle noterelle quotidiane avevo riconnotato lo “Stabilicum” come “Legge super truffa” ricordando come i comunisti, nel 1953, definirono “ legge truffa” la legge degasperiana che prevedeva un premio di maggioranza alla lista che avesse ottenuto il 50%+1 dei consensi, rispetto a questa del trio, che intende attribuire un super premio alla lista che raggiunga il 42 % dei voti.
Considerando che con tale legge, una minoranza, come quella attualmente alla guida del governo, assumerebbe con il controllo del Parlamento il potere di elezione del presidente della repubblica e di tutti gli organi di garanzia e controllo previsti dalla Costituzione, ritenevo e ritengo che si sia alla vigilia di un tentativo di stravolgimento essenziale del nostro sistema costituzionale.
Alcune persone già democratico cristiane si sono risentite di questo mio giudizio, scrivendo che non vedono alcun rischio democratico con questa legge e, tantomeno, nell’azione di governo sin qui portata avanti dal trio della destra che, con lo “stabilicum” si troverebbe a fare i conti con la varabile dell’estremismo più avanzato dell’ex generale Vannacci in continua ascesa elettorale su posizioni apertamente filo fasciste.
Insomma, gli odierni cavazzoniani stanno dimostrando una resilienza a prova di bomba, che dovrebbe rendere felici quegli esponenti come l’On Rotondi da tempo schierati a favore del governo del trio. L’amico Rotondi, “il miglior fico del bigoncio”, sulla legge elettorale (Huffpost del 15 agosto 2025) scrisse: Care Meloni e Schlein, scrivete insieme la nuova legge elettorale o una palude vi inghiottirà.
In realtà, mai consiglio più saggio fu del tutto inascoltato e la maggioranza del trio è andata avanti senza batter ciglio sino al prossimo voto definitivo del Parlamento.
Sono evidenti i rischi che sta correndo la nostra democrazia fondata sugli equilibri indicati dal patto costituzionale, ma tutto questo sembra restare indifferente anche tra elettori già votanti per partiti del centro politico italiano.
La strada dello “stabilicum”, falso nome di una legge più correttamente definibile “super truffa”, non sarà priva di ostacoli, dovendo superare il vaglio degli organi costituzionali e il rischio di un ennesimo referendum, dopo quello disastroso per il governo, sull’autonomia della magistratura, ma, intanto sarebbe opportuno che uomini e donne che credono nella Costituzione facessero sentire la loro voce per impedire una “marcia su Roma” in rinnovato stile 2.0 foriero di disastri istituzionali irrimediabili.
Un ruolo particolare spetta a tutti noi dell’area politico culturale di ispirazione cattolico democratica, liberale e cristiano sociale, ancor più spronati a superare le residuali assurde divisioni per assumere, finalmente, la strada di una ricomposizione politica all’altezza della migliore tradizione sturziana dei Liberi e Forti e degasperiana- morotea della DC.
Essa dovrà costituire uno degli elementi essenziali in grado di concorrere alla creazione del centro nuovo della politica italiana, risultante dall’incontro delle culture politiche che hanno fatto grande l’Italia: popolare, liberale, repubblicana, riformista socialista.


























