Questo Paese si copre di ridicolo a ogni occasione. Rettifico, non è il Paese, ma i media che imperversano, data la gustosa occasione di parlare di Berlusconi, abitudine che non perdono da decenni.

La tradizione dello sparlare continua, con dotte riflessioni al più alto livello, con saggie elucubrazioni, perché, perbacco, le meglio menti del Paese si stanno applicando sul feretro. È una festa, un po’ lugubre, che fa torto al buon senso.

Cominciamo dai funerali di Stato. Una decisione forse eccessiva ma comprensibile dato il governo di destra vigente e il fatto che Berlusconi è stato, in fondo, l’inventore della destra stessa, che ha ricondotto nell’alveo della politica nazionale. Meno comprensibile è la decisione di sospendere le attività parlamentari. I nostri deputati non hanno certo bisogno di vacanze.

Poi, la generale constatazione che il defunto era Qualcuno, dopo 35 procedimenti giudiziari astrusi e condotti con feroce determinazione giustizialista, sa di giaculatorie, quando il caro (?) estinto diventa er mejo post mortem.

Berlusconi era un uomo con tutte le virtù coraggiose e i difetti gravi di ogni uomo vero. Il fatto è che di uomini veri, in giro, ce ne sono pochi. I più, come diceva Totò, sono solo ominicchi. Quando ne appare uno, è un disastro. Tutti gli danno addosso, ma è l’invidia. Nel caso di Berlusconi, poi, troppi soldi, troppo successo, troppe donne, troppo diverso dai pregatori moralisti comuni.

Ora, la platea dei commentatori scopre che era un grande imprenditore, un grande politico, un grande protagonista, anzi, il protagonista della vita politica nazionale. Facciamolo santo e non se ne parli più.

Purtroppo, l’eredità di quest’uomo è pesante e lascia un grande vuoto.

Le fortune della Fininvest faranno gola a molti. La famiglia le difenderà a spada tratta ma gli appetiti crescono con il passare delle ore. La Fascina si porterà via una fetta consistente: la villa, si parla di 100 milioni di euro ed altri ammennicoli. Un colpo di fortuna. Forse, aspira anche all’eredità politica, ma li ci saranno altri cani rabbiosi a contendersi l’osso e i debiti. Già, perché Forza Italia è indebitata fino al collo con la famiglia Berlusconi. Continuerà la famiglia a pagare gli sfizi politici del suo fondatore? Anche questa è un’eredità da soppesare.

Politicamente, che succederà? Forza Italia farà ancora la stessa politica di destra centro oppure cambierà il vento? A giudicare dalle dichiarazioni dei suoi principali attori, tutto dovrebbe restare nel solco della tradizione. Ma si sa come sono i politici, si smentiscono appena possono, versipelle come Conte.

I rancori sono duri a morire. Penso proprio a Conte, alla Bindi, che non sono andati ai funerali, alla Bonino, ai Bonelli ed altri, rancorosi fino all’ultimo. Eppure, dovrebbero essere grati a quest’uomo che ha permesso loro di vivere di antiberlusconismo e ha dato al PD l’unica politica che ha fatto in questi ultimi vent’anni: la costante denigrazione di Berlusconi, il caimano. Che ne pensa Moretti?

Di fronte alla morte, che ci accomuna all’improvviso, il silenzio sarebbe d’obbligo. Che Berlusconi appartenga o meno alla storia è qualcosa che mi lascia indifferente. Non saremo noi a giudicarlo, ma quelli che verranno. E la cronaca, lasciamola stare. Ormai è sepolta con lui.

Piuttosto preoccupa il vuoto che lascia nell’agone politico. Da buon imprenditore sapeva negoziare e raggiungere un certo equilibrio fra le parti. I nuovi reggitori di Forza Italia saranno all’altezza della nuova situazione? Avevo una certa simpatia per Brunetta, ma se ne è andato, sbattendo la porta. Peccato. Sarebbe stato un buon sostituto.

Guardando intorno vedo solo mezze calzette. Politici navigati, certamente, ma in una nave non basta aver navigato per vent’anni se poi non si sanno leggere le carte nautiche e, alle brutte, non si è in grado di orientarsi guardando le stelle. Il capitano non c’è, è andato via, e la nave ballonzola sulle onde.

In realtà, l’esempio non quadra, perché la nave è il nostro Paese e naviga su acque oscure.

Se un consiglio è possibile dare al nostro Presidente del Consiglio, suggerirei di non imbarcare i profughi da Forza Italia. Queste migrazioni di convenienza portano male. Fratelli d’Italia sembra, almeno al momento, un partito coeso. Annacquarlo è pericoloso.

 

Stelio W. Venceslai