A tutti i collaboratori, lettori, amici  e simpatizzanti de Il Popolo giungano gli auguri piu sinceri di Buon Natale e Felice Anno nuovo.  Rivolgiamo lo sguardo alla Grotta di Betlemme: il Bambino che contempliamo è la nostra salvezza! Apriamogli il nostro cuore, accog liamolo nella nostra vita. Ripetiamogli con fiducia e speranza: “Vieni a salvarci!”.

 

 

 

 

Lettera di un bambino Gazawi a Gesù bambino

 

Caro Gesù bambino,

scusa se ti scrivo con così tanto ritardo, quando stai ormai per venire al mondo, a poche decine di chilometri da qui, in una grotta, al freddo e al gelo come in questa tenda…

Avrei voluto scriverti per tempo, come ci ha insegnato a fare la mamma, su un foglio di carta pulito e con una bella calligrafia… ma ho trovato solo ora un brandello di pelle di pecora, non ho più carta né matite, e pure la mamma, che mi carezzava il viso mentre scrivevo e col suo sguardo dolce mi amava, non c’è più…

Il mondo intero, in questi giorni, attende la tua venuta. In tutte le famiglie si corre ancor di più che nel resto dell’anno per prepararsi a fare festa. Le luci illuminano le Città e i negozi sono pieni di gente che acquista doni per le persone care, ci si scambia gli auguri con amici e conoscenti perché Tu possa, nascendo, illuminare le Vite di ogni uomo e volgerle all’essenziale, aprendo ad ogni prossimo vicino e lontano il discernimento e i cuori.

Quando arriverai quaggiù, troverai una moltitudine di uomini che non conosce più la gioia, quella vera, che viene da Te. Uomini che vivono nell’illusione del potere e del dominio, che obnubila menti e cuori, allontanando gli uni dagli altri. Troverai armi ed eserciti, il buio delle guerre in ogni dove e una moltitudine che non sa riconoscere più il Tuo volto negli altri, e, proprio in questa Palestina che hai tanto amato, vede ovunque nemici e ha paura dei più piccoli dei tuoi fratelli, dei loro sorrisi, del nostro essere gioiosi e generativi, mentre loro sono ormai sterili…

Troverai una moltitudine che vuole spegnere i più piccoli dei tuoi fratelli, le donne e gli uomini giusti di ogni nazione, mutilandoli nel corpo e nello spirito, quand’anche non uccidendoli né più e né meno che come animali…  E una moltitudine d’altri che sanno e si rendono complici o che, fuori e dentro i Templi, le Moschee e le Chiese, restano silenziosi e nulla fanno contro tanta disperazione e apparente trionfo di male, nel timore, nell’impotenza, nell’orrore e disperazione d’esser anche loro uomini…

Caro Gesù bambino, mentre ti scrivo rivedo il volto della mia Mamma, ritrovo il suo sorriso e le sue labbra mi invitano a non temere. Io, caro Gesù, nella mia solitudine che si fa attesa di Te vorrei tanto lasciarmi stringere dalle sue braccia protese verso di me e baciare il suo volto, che ora ha sembianze angeliche… E, sì, caro Gesù bambino, vorrei tanto raggiungerla e far festa con Lei, lassù, dov’è Pace… 

Tu, caro Gesù bambino, se vuoi, accogli il desiderio che ti esprimo e alle moltitudini d’uomini che troverai dona un cuore nuovo e occhi innamorati del tuo volto e di tutta questa nostra umanità…

 

 

scritta da Massimo Asero

Coordinatore Ufficio studi, ricerca e sviluppo, Fondazione Achille Grandi. Avvocato del Foro di Catania - Dottore di ricerca in diritto pubblico, Tor Vergata – Università di Roma. E’ stato direttore del Centro studi Acli Sicilia Mons. Cataldo Naro dal 2014 al 2018. Ha collaborato con la Cattedra di Diritto dell’Unione europea del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Catania tra il 2009 e il 2014, in qualità di cultore della materia. Attualmente collabora con la Cattedra di Diritto dell’Unione europea del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. E’ stato delegato per le tematiche europee dell’Osservatorio sulla Giustizia civile di Catania dal 2013 al 2014. Dal 2012 è membro del comitato di redazione di KorEuropa. Dal 2019 è impegnato nel Progetto Generazioni 2.0 in collaborazione con l’Istituto socio-politico Pedro Arrupe. Nel 2016 ha fatto parte del Comitato che ha presentato una proposta di Regolamento istitutivo della Consulta dei cittadini migranti della Città di Catania, contribuendo alla redazione del testo.
Tra le su pubblicazioni segnaliamo: "Il futuro dell’Unione europea tra rule of law e rule of people: the winner takes it all? La sentenza della Corte di Giustizia sulle riforme in materia di previdenza sociale della magistratura" (C-192/18); "La saga delle riforme in Polonia" (Rivista AIC, n. 2/2021); "Essere una Polis: spirito europeo, desiderio di cittadinanza e sfida dell’Unione a proposito di un invito la dialogo rivolto dalla Commissione europea ai cittadini" (Koreuropa, n. 12/2018); "Le sfide dell’Unione europea a sessant’anni dalla Conferenza di Messina: il desiderio di cittadinanza degli uomini europei tra antico e postmoderno", in L. Panella (a cura di), Le sfide dell’Unione europea a 60 anni dalla Conferenza di Messina (Editoriale Scientifica, 2016); "Brevi note sulla Europarechtsfreundlichkeit del Tribunale costituzionale tedesco e la dottrina dei controlimiti della corte costituzionale ceca nella sentenza sulle pensioni slovacche" (Koreuropa, n. 3/2013); "L’Europa delle Corti riparte da Karlsruhe? Brevi note sul sì Europarechtsfreundlichkeit della Corte costituzionale tedesca nelle sentenze Lisbona e Honeywell", in N. Parisi, V. Petralia (a cura di), L'Unione europea dopo il Trattato di Lisbona, Atti del Convegno di Catania, 9-10 Aprile 2010, (Giappichelli, 2011).