di Ettore Bonalberti
Presidente ALEF ( Associazione Liberi e Forti)(www.alefpopolaritaliani.it)
Tutti impegnati a seguire le drammatiche vicende delle guerre in Ucraina e a Gaza, stiamo dimenticando ciò che accade nel mondo dove è in atto un attacco alle comunità cristiane che non ha paragoni nella storia. L’amico Dr Gianfranco Trabuio, responsabile di WorldLab, il movimento veneziano interessato a progetti di economia solidale cristiana, denuncia questa situazione del silenzio dei media e mi invia questi dati fornitigli dalla sua amica Rocio D’Angelo del movimento citizengo che gli scrive:
Ciao Gianfranco,
In questo momento faccio fatica a trovare le parole giuste. Il mio cuore è inquieto. La mia coscienza scossa. Qualcosa dentro di me non mi permette di andare avanti finché non lo condivido con te. Ho visto cose che mi feriscono profondamente come cristiana. E non sono episodi isolati. Non sono casuali. Fanno parte di un disegno preciso: un disprezzo crescente verso la nostra Fede.
Poche settimane fa, in Nigeria, dei fedeli cristiani sono andati a Messa come ogni domenica… ma non sono più tornati a casa. Sono stati massacrati lì, in chiesa, mentre pregavano.
In Nicaragua, un regime che osa definirsi democratico ha imprigionato sacerdoti e suore per aver predicato e condiviso la loro Fede, ed espulso intere congregazioni solo per aver pronunciato ad alta voce il nome di Cristo.
In India e in Siria, comunità cristiane storiche che hanno resistito a guerre, invasioni e secoli di storia… oggi stanno scomparendo sotto i nostri occhi.
In paesi come lo Yemen, oltre alla minaccia della violenza, i cristiani soffrono la fame e l’isolamento, spesso vengono tagliati fuori dalle loro comunità, privati di cibo, cure mediche, aiuti economici o risorse di base semplicemente perché si rifiutano di andare in moschea il venerdì.
All’inizio del mese scorso, abbiamo ricevuto la notizia che l’unica chiesa cattolica di Gaza (che serviva anche da rifugio per bambini e anziani) è stata bombardata. Molti sono rimasti feriti e tre vite sono state spezzate.
In Occidente (in Francia, Canada, Regno Unito e in molti altri paesi), le chiese vengono profanate, le croci bruciate, e le autorità a malapena aprono bocca su questi fatti terribili.
Appena ieri, da Minneapolis (Stati Uniti), è arrivata la notizia di una tragedia che lascia senza parole: un aggressore transgender di 23 anni ha aperto il fuoco nella Annunciation Catholic School durante la messa mattutina, uccidendo due bambini di 8 e 10 anni e ferendo altre 17 persone. Si è trattato chiaramente di un attacco alla Fede, tanto che l’FBI sta già indagando sul massacro come un "crimine d’odio anticattolico".
Non è un qualcosa di astratto. È la vita quotidiana che vivono i nostri fratelli e le nostre sorelle.Solo in Nigeria, 30 cristiani vengono uccisi ogni singolo giorno. Sono trenta madri, padri, figli, figlie…Non posso fare a meno di pensare: e se si trattasse della mia parrocchia? E se si trattasse della tua?E mentre tutto questo accade, il mondo resta in silenzio.
Milioni di cristiani restano in silenzio.
Ma la persecuzione non è soltanto fisica. È anche scherno. Il disprezzo mascherato da intrattenimento.
- Piattaforme come Netflix e Apple TV producono programmi che ridicolizzano Gesù, la Madonna e la religione cristiana.
- Le Olimpiadi del 2024 a Parigi hanno trasformato l’Ultima Cena in una volgare parodia.
- I social media zittiscono le nostre convinzioni mentre amplificano la trivialità.
La derisione prepara il terreno. Rende più facile perseguitare, più facile zittire, più facile convincerci a sentirci fuori posto.
E allora mi chiedo: ci dobbiamo abituare a tutto questo? Credo fermamente che la risposta sia no. Perché vedo persone come te alzarsi in piedi.
Noi di CitizenGO abbiamo promesso di essere sempre la voce di chi non ha voce e, anche se è mai abbastanza, non restiamo a guardare con le braccia conserte.
- Abbiamo costretto Apple TV a rispondere per la sua derisione della nostra Fede in un episodio della serie "Your Friends & Neighbors".
- Abbiamo attraversato Parigi con un messaggio forte e chiaro: “Non accetteremo la derisione di ciò che è sacro”.
- Stiamo mantenendo la pressione sui governi e sulle istituzioni che insultano la nostra Fede.
Raccogliamo il grido di dolore di Rocio D’Angelo e facciamo nostra la sua denuncia, che presentiamo a tutti gli amici impegnati ai livelli istituzionali italiani europei e ai responsabili dei media nazionali affinché si assumano le più opportune iniziative a difesa delle comunità cristiane e della nostra Fede religiosa.