IL POPOLO

Editoriali



Sono sconvolto nel registrare la debolezza di coloro che sono alla guida dei movimenti e fazioni che hanno surrogato i partiti.
Vi è una lapidazione della ragione e il prevalere di comportamenti che non inducono a guardare in alto, ma sono il sottofondo sulfureo di pensieri modesti privi di progetti. Nessun orizzonte ideale da indicare su cui coinvolgere i cittadini.
Disegni a confronto, ricerca di idee, senso della responsabilità, pluralismo reale sono ormai categorie superate dalla cosiddetta modernità. Tutto scorre rapidamente e non ci si può fermare, perdere tempo per coinvolgimenti, partecipazione che minano la stabilità e ritardano le soluzioni.
Non ci si chiede se scelte adottate sono giuste.
Finalmente, anche gli stolti l’hanno capito: l’America non è più il grande protettore, per poco sarà ancora alleata dell’Europa, prossimamente sarà il nuovo nemico dell’Europa. Trump ha compiuto un netto giro di boa. Ora veleggia con Putin, uniti dallo stesso desiderio di disfacimento di quella che fu, un tempo, la fortezza Europa. Per Trump è un fastidio costoso. Mettersi d’accordo con ventisette Paesi più l’Inghilterra? Solo i matti devono crederlo possibile. Meglio con Putin, che è uno solo e in più gli sta simpatico. Lontano, convitato di pietra, è la Cina. Sta sul fiume ad aspettare che passino i cadaveri dei suoi nemici, vicini e lontani. E l’Europa? L’Europa non c’è.
Ciò che sta accadendo nel nostro Paese, in questi ultimi due anni, merita una riflessione, fuor dalle solite polemiche. Mi riferisco all’impatto sull’opinione pubblica delle due principali questioni politico-militari che coinvolgono anche l’Italia: la guerra russo-ucraina e il conflitto israelo-palestinese. Vedete, sbaglio anch’io. Perché quella in Ucraina è una guerra e quella in Palestina sarebbe solo un conflitto? Sono due cose differenti? Morire per una guerra o per un conflitto non mi sembra così diverso, ma di certo migliaia di commentatori interessati avranno migliaia di argomenti che, ormai, sembrano solo slogan.
Un dato incontrovertibile: su quindici Segretari di Stato che compongono il gabinetto di Donald Trump, sei Segretari di Stato sono figli di famiglie americane, nove di famiglie oriunde di Paesi diversi dagli USA; Marco Rubio – cubano-americano-italiano; Kristi Neom - norvegese; Pam Bondi - italiana; Scott Bennent - ugonotto (francese protestante); Pete Hegseth - norvegese; Howard Lutnick - ebreo; Lori Chavez DeRemer - messicana; Sean Duffy - irlandese cattolico; Linda McMahon - irlandese. Per completare l’elenco la famiglia di Trump ha origini tedesche e scozzesi; quella di J. D. Vance – vicepresidente – scozzesi irlandesi.
Chiunque si sia innamorato almeno una volta nella vita sa quanto sia normale credere, all'inizio della relazione, che tutto sia perfetto. La fase del primo innamoramento corrisponde a quel momento idilliaco in cui tutto non potrebbe andare meglio. Tuttavia, col tempo il rapporto si rafforza e si stabilizza, dando origine anche ad altri diversi incomprensioni ed episodi che causano sofferenza.
Il sistema attualmente in vigore prevede l’esistenza di un unico Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). La Carta lo concepisce come un organo costituzionale vero e proprio, al quale sono affidati il reclutamento dei magistrati e lo sviluppo effettivo del loro status giuridico e lavorativo. La riforma intende modificare il testo degli articoli 87,102,104,105,106,107 e 110 della Costituzione. La riforma contiene importantissime novità con le quali il Ministro della Giustizia intende riportare il nostro Paese alla pari delle altre grandi democrazie europee.
Appartengo a quell’area di DC e Popolari da sempre schierati a favore della legge elettorale di tipo proporzionale con preferenze; convinzione confermata, dall’esperienza delle diverse leggi maggioritarie che si sono succedute, dopo l’infausto referendum di Mariotto Segni, dal mattarellum sino all’attuale rosatellum. Leggi elettorali che ci hanno condannati a un sistema di bipartitismo forzato destra- sinistra, con i capi dei due partiti dominanti, impegnati a dare le carte e a scegliere i propri parlamentari “nominati”, inseriti in liste ordinate secondo un ordine fisso e immutabile dai cittadini elettori.
Era uno dei sogni del Cavaliere, diventato uno dei progetti sui quali il ministro Salvini sta esercitandosi in un doppio salto mortale. il primo, rispetto alla storia e alla tradizione politica del suo partito, già difensore con il Senatur delle ragioni del Nord contro i “ terroni” del Sud; il secondo, con la permanente realtà di una fortissima opposizione, per ragioni diverse e trasversali a questo progetto
Non si può certo sostenere che la classe politica attorno alla nostra Presidente del Consiglio sia di eccellente qualità. A parte alcuni episodi clamorosi finiti sulle cronache, e ovviamente sfruttati dall’opposizione, come quello della Santanché, è evidente che il livello è molto modesto, fatte salve alcune eccezioni (Giorgetti e Nordio). La constatazione che l’equipe governativa della Meloni, alla prova dei fatti, non sia né peggiore né migliore di quelle che l’hanno preceduta, è solo la conferma del modesto livello culturale della nostra classe politica in genere. Nel caso Meloni, poi, si aggiungono alcune particolarità.
Il viaggio di Trump in Malesia, Giappone e Corea del Sud mette a soqquadro anche questa parte del mondo. Sappiamo che Trump è imprevedibile, ma l’attesa per l’incontro con Xi Jinping, il leader cinese, fa sperare in un progressivo assetto diverso. Trump ha firmato l’ennesimo accordo di pace fra Thailandia e Cambogia, una guerra che si trascina a più riprese dal 1941. Ha ballato con le malesi, ha ricordato a tutti che Xi Jinping è un amico, ha detto che gli piacerebbe incontrare anche Kim, il leader nord coreano. Un’abbuffata di incontri il cui esito si potrà valutare solo in avvenire.Cosa si propone, in realtà, l’America di Trump?