IL POPOLO

Chiesa



✠ Dal Vangelo secondo Matteo 5, 1-12
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». <<< + >>>
✠ Dal Vangelo secondo Luca 18,9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
✠ Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
✠ Dal Vangelo secondo Luca 17, 11-19
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
La Basilica di Assisi aprirà la cripta del santo tra il 22 febbraio e il 22 marzo 2026, in occasione dell'ottavo centenario della sua morte. Per la pima volta in otto secoli, il corpo di San Francesco d’Assisi potrà essere visto e venerato dai fedeli. Questo è stato annunciato dall’Ordine francescano questo sabato 4 ottobre, giorno in cui celebrano la loro fondatore, attraverso i social network della Basilica Papale e il Convento di Assisi.
Doni Fratta (1933-2021), una delle prime compagne di Chiara Lubich, venne mandata nell’est Europa allora governato da regimi comunisti per diffondere l’Ideale. Fece infatti parte del gruppo di medici focolarini che, accogliendo la richiesta della Chiesa, si recò oltrecortina, dapprima nella Repubblica Democratica Tedesca e poi in Polonia, “adoperandosi silenziosamente ed efficacemente – rileva Lucia Abignente, che con lei condivise parte dei suoi anni polacchi - a dar vita alla comunità dei Focolari, di cui seguirà con stupore e gratitudine a Dio il cammino e la crescita”.
Centoquarant’anni or sono, il 18 aprile 1885, mons. Giuseppe Sarto, futuro papa san Pio X, faceva il suo ingresso nella diocesi di Mantova della quale era stato nominato vescovo l’anno precedente e dove avrebbe esercitato il ministero episcopale sino a buona parte del 1894. Il prelato di origine trevigiana il 6 novembre dell’anno precedente era stato consacrato all’episcopato presso la basilica romana di Sant’Apollinare per le mani del cardinale Lucido Maria Parocchi. La diocesi assegnata al Sarto è descritta come la più disastrata dell’Italia del tempo, con una partecipazione alla vita religiosa fortemente decaduta e il verificarsi, in più occasioni, di episodi denotanti un consistente abbandono religioso. Si stagliò a Mantova la figura di un Pastore la cui azione evangelizzatrice rifulse discreta e concreta.
Il 7 settembre prossimo – informa Vatican News - Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati saranno proclamati santi in un evento che segna un importante momento di devozione per le nuove generazioni di fedeli. Ospite dei media vaticani, in occasione del Meeting di Rimini 2025, Marco Giorgio, presidente del Centro culturale Pier Giorgio Frassati, afferma: “Pier Giorgio è un amico da seguire nella strada verso la santità”.
Durante l’Udienza Generale del 20 agosto, Papa Leone ha lanciato un appello alla preghiera e al digiuno in segno di supplica al Signore affinché cessino i conflitti che martorizzano diversi Paesi del mondo e i siano consolati i cuori trafitti dal dolore e dall’orrore della guerra. "Invito tutti i fedeli a vivere la giornata del 22 agosto in digiuno e in preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso".
Il cardinal arcivescvo di Napoli Domenico Battaglia ha rivolto una lettera aperta ai potenti del mondo ed ai fabbricanti di armi. Risale all’8 luglio ed è apparsa sul sito webb dell’arcidiocesi, ma la sua carica dirompente la rende intramontabile. Il Vescovo fa appello a ciò che di umano resta nel cuore dell’uomo dinanzi ad un pianeta che risuona “tamburi di guerra da ogni direzione dell’orizzonte”. “Il Vangelo - scrive - non fa sconti né ammorbidisce la verità: impone di riconoscere l’uomo quando lo si vede, di chiamare male ciò che schiaccia l’uomo”. È un testo che mette a nudo responsabilità e doveri, che inchioda gli indifferenti, che richiama immagini, suoni e odori di bombe gettate sull’umanità innocente, che indica nel Vangelo la strada per ritrovare la pietà umana e per scegliere da che parte stare.